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giovedì 02 dicembre 2021
 

Connessioni veloci al web, Italia all'ultimo posto

L'Italia è 26esima per la lettura delle notizie su Internet, 22esima per l'uso dei social network, però migliora in classifica e si piazza 12esima per video, musica e giochi online. Mentre il Consiglio dei Ministri approva il piano sulla banda ultra larga e, finalmente, si prospetta una governance unica dell'innovazione digitale nel nostro Paese, escono i dati (e le cotraddizioni) del profilo tracciato dalla Commissione Europea dopo l'analisi di 33 parametri in cinque aree: connettività, competenze digitali, attività online, integrazione delle imprese, servizi pubblici digitali.

In particolare, si legge nel rapporto, l'Italia ha «il livello di copertura più basso dell'Ue» per quanto riguarda le connessioni veloci al web (solo il 21%) e l'abbonamento a banda larga fissa (appena il 51%). Per Bruxelles dobbiamo «fare progressi sul fronte della domanda», in quanto «soltanto il 59% degli utenti, una delle percentuali più basse dei Paesi europei, usa abitualmente Internet e il 31%, livello tra i peggiori in assoluto, non lo ha mai utilizzato». Sul fronte degli imprenditori andiamo meglio: sono stati fatti «progressi» nell'ultimo anno sul fronte delle aziende che lavorano con e sulla Rete, ma solo il 5,1% delle Piccole medie imprese usa l'e-commerce. Molto deludenti, infine - ma questo l'avevamo già scritto sul nostro sito a inizio anno a proposito del cosiddetto digital divide - i dati sui servizi pubblici già online: «I livelli di utilizzo dell'e-governement sono ancora bassi», sia per il loro livello di sviluppo insufficiente sia per la carenza di competenze digitali dei cittadini.

L'Italia nel 2014 era il Paese con la minor copertura di reti digitali di nuova generazione (NGA, Next Generation Access) in Europa, sotto la media europea di oltre 40 punti percentuali per l'accesso a più di 30 Mbps (Megabyte per secondo) e un 20% di copertura, contro il 62% europeo. E con una prospettiva per nulla confortante se per la crescita si vuole puntare anche all'effetto traino dell'economia digitale: e cioè di giungere solo nel 2016 al 60% di copertura a 30 Mbps.  È questa la base di partenza della strategia del Governo per Banda Ultralarga, pensata per recuperare il gap con l'Europa e raggiungere l'obiettivo di massimizzare la copertura entro il 2020 da un punto di vista infrastrutturale, portando come minimo Internet in ultrabroadband ad almeno 100 Mbps per almeno il 50% della popolazione, con un 100% dei cittadini che abbiano la copertura a 30 Mbps - ma dandosi come obiettivo del piano il raggiungimento dei 100 Mbps fino all'85% dei cittadini.


04 marzo 2015

 
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