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venerdì 01 luglio 2022
 
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Responsabile del desk Cultura e spettacoli

Cos'è la guerra? Ve lo spiega Echenoz

Volete farvi un'idea di che cos'è la guerra? Un'idea realistica, intendo, fuori da ogni retorica, non edulcorata?

Vi consiglio un libro: '14, semplicemente, di Jean Echenoz, pubblicato da Adelphi. In poco più di 100 pagine verrete trascinati dalla vita ordinaria e quieta di una paese in Francia alla violenza brutale delle trincee, dall'illusione di un blitz rapido e indolore alla caduta di ogni sogno, infangato dalla dura realtà. 

Echenoz racconta una vicenda semplice, con un linguaggio scarno, annunciato fin dal laconico titolo '14. Il protagonista Anthime e i suoi amici, l'enigmatico Charles e la bella Blanche conducono la vita che compete ai giovani in un tranquillo angolo della Francia. Le campane a martello che, il primo agosto del 1914, danno inizio alla mobilitazione, scatenano folli entusiasmi: tutti sono convinti che si tratti di una spedizione rapida e vincente, che assicurerà vittoria e gloria. Partono anche Anthime, Charles e i loro amici, sotto lo sguardo di Blanche, innamorata di chissà chi...

Senza che l'autore rinunci mai alla sua ironia e a uno stile essenziale, assistiamo alla tragica immersione nella realtà, giorno dopo giorno:
le marce, la fame, il freddo, gli scontri, il sangue, la morte... Esemplari i passaggi e i capitoli in cui Echenoz descrive le condizioni igieniche e il destino degli animali in tempo di guerra: privato di ogni dignità, ridotto a una macchina che deve uccidere e farsi uccidere, il soldato, non diversamente dagli animali, viene condotto al macello, sacrificato, in nome di... Non si sa bene cosa. E l'invasione implacabile di parassiti e pidocchi simboleggia a ben vedere la metastasi di umanità e di senso da cui nasce e in cui sprofonda ogni guerra.

Vincitore dei massimi premi letterari francesi, fra cui il Goncourt nel '99 con Me ne vado, autore di memorabili biografie, nel centenario della prima guerra mondiale Echenoz rende il suo omaggio ai caduti e lancia il suo monito a non dimenticare: senza alzare la voce, senza parole superflue, senza enfasi. Soltanto descrivendo ciò che la guerra è. 


28 ottobre 2014

 
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