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domenica 26 giugno 2022
 

Così possiamo difenderci dall'Isis

Ho letto, con un po’ di ritardo, la lettera della settimana pubblicata su FC n. 32/2015. Anch’io sono d’accordo con il lettore che le ha scritto, ma vorrei affrontare il problema del terrorismo islamico con più concretezza. Sono preoccupata e spaventata, come tutti gli italiani e gli europei, per gli attentati e le minacce che l’Isis continua a perpetuare in mezzo mondo. Come possiamo difenderci? Che cosa stanno facendo i Governi europei? Attendono che gli attentati arrivino in casa nostra? Lo so che non è facile combattere un nemico invisibile, ma qualcosa si può fare. In qualche parrocchia hanno convocato i membri delle varie religioni per confrontarsi su questo tema. Anche i sindaci dovrebbero invitare i residenti islamici e gli extracomunitari a riunirsi nelle sale comunali per spiegare loro che noi non siamo gli “infedeli”, che i “comandamenti” di Dio sono uguali per tutte le religioni, e che tutti siamo chiamati ad amare il prossimo. Chiediamo loro da che parte stanno. Alleiamoci per combattere insieme il terrorismo e difendere la libertà. Solo uniti riusciremo a fermare il fanatismo islamico e le violenze che insanguinano il mondo.
NONNA FRENCY

Quello che tu proponi, cara nonna Frency, l’aveva già messo in atto san Giovanni Paolo II, quando convocò ad Assisi i rappresentanti di tutte le religioni per pregare per la pace nel mondo. Nessuno deve strumentalizzare la fede per ragioni politiche o di potere. Quando si uccide o si sgozza il proprio fratello in nome di Dio, siamo certi d’essere di fronte a fanatici ed estremisti che nulla hanno a che fare con la religione. I veri credenti hanno a cuore la pace e la civile convivenza tra i popoli, e come Dio sono misericordiosi verso i poveri e i più deboli.


29 ottobre 2015

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