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lunedì 24 gennaio 2022
 

Dal Qatar l'assalto alla moda italiana

Tamim bin Hamad al Thani, emiro del Qatar.
Tamim bin Hamad al Thani, emiro del Qatar.

Nel 2003 l'emiro del Qatar creò la Qatar Investment Authority (Qia), l'Autorità per gli investimenti del Qatar. Un fondo sovrano che oggi ha in portafoglio tra 40 e 50 miliardi di dollari da usare per cogliere le occasioni migliori offerte dai mercati. La Qia nel 2006 ha creato la Qatar Holding. E la Qatar Holding nel giro di pochi mesi ha acquisito il 40% del Progetto Immobiliare Porta Nuova di Milano, più quattro hotel a cinque stelle, la marina di Porto Cervo e un golf club in Costa Smeralda. 

Mozah, madre dell'emiro del Qatar.
Mozah, madre dell'emiro del Qatar.

Sono i più sonori squilli di tromba da parte di un fondo sovrano che ha una potenza economica quasi ineguagliabile e che, con il nuovo emiro Tamim bin Hamad al Thani, mostra un forte interesse per il Made in Italy. L'emiro Tamim è salito al trono nell'estate scorsa ed è stato una sorpresa: ha solo 33 anni, è anche capo dell'aviazione militare del Paese, ha saltato ogni ordine dinastico, essendo il quarto figlio del precedente emiro  Hamad bin Khalifa Al Thani, ed è il preferito dell'emira Mozah bint Nasser Al Missned, che guarda caso è a capo della Qia di cui si diceva all'inizio.

La quale Qia, che è già
proprietaria dei grandi magazzini Harrod's ed è prima azionista di Tiffany, guarda con grande interesse all'industria italiana del lusso. Il gruppo Valentino è stato acquisito l'anno scorso per la bella cifra di 700 milioni di dollari e le indiscrezioni hanno fin qui fatto i nomi di Versace, Dolce&Gabbana, Missoni, Pomellato... Una cosa è certa: Qatar Holding ha firmato con il Fondo Strategico Italiano (controllato dalla Cassa Depositi e Prestiti) un accordo per una joint venture che avrebbe 2 miliardi di euro da investire nei settori trainanti del Made in Italy.

 
 

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22 settembre 2013

 
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