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mercoledì 25 maggio 2022
 

Domenica 1° marzo - Seconda di Quaresima (della Samaritana)

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (4,5-42)

In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunse una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana».

I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete: ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore - gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”.

Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa».

Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ha da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura.

Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».


Dalla Parola alla vita

Per seguire la ricchezza dei brani evangelici delle domeniche di Quaresima della liturgia ambrosiana, seguiremo un metodo che ci aiuti a fare sintesi di testi così ricchi e articolati. Il percorso quaresimale che ci viene suggerito ci accompagna alla riscoperta del Battesimo; sarà questo il filo rosso che guiderà le riflessioni e ogni domenica sceglieremo il simbolo battesimale che il Vangelo ci suggerisce. Oggi vogliamo seguire il percorso dell’acqua. Possiamo vedere cinque passaggi dell’acqua.

Primo, l’acqua nel pozzo: «Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua». La situazione è quella dell’impotenza: il pozzo è profondo e l’acqua non è a portata di mano. Così si trova l’uomo che cerca la salvezza piena e non è in grado di trovarla. Secondo, l’acqua dal secchio: «Gli dice la donna: “Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva?».

La domanda della Samaritana è l’inizio del cammino di fede. Prende sul serio le parole di Gesù che le promette acqua, ma non capisce ancora quale acqua sia. Il suo orizzonte è racchiuso nel bisogno quotidiano (il secchio pesante). Per quest’acqua serve un secchio: cioè uno sforzo e una tecnica umana.

Terzo, l’acqua del cuore: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno». Gesù prende per mano la donna e suscita in lei un desiderio nuovo e più grande, lasciando balenare ai suoi occhi la promessa di un’acqua misteriosa che non disseta lo stomaco ma che guarisce il cuore.

Quarto, l’acqua che diventa sorgente: «L’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente che zampilla per la vita eterna». Gesù precisa la sua promessa: il genere di acqua che lui dona trasforma il ricevente in una fontana. Il capovolgimento di significati è improvviso e radicale: Gesù sta parlando della forza trasformante della fede. C’è un tipo di acqua diversa dall’acqua che serve per vivere e che ogni giorno si esaurisce. Che sarà mai quest’acqua misteriosa? La donna non capisce ancora.

Quinto, l’acqua che purifica: «Va a chiamare tuo marito e torna qui». L’acqua donata da Gesù cambia la vita donando la gioia del perdono che purifica dal male. Ora la donna capisce di quale acqua sta parlando Gesù: le offre il perdono dei suoi peccati e per lei si apre l’abbraccio del Padre e una nuova intimità con Lui: «Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Nel percorso dell’acqua c’è un passaggio decisivo: quando Gesù legge il simbolismo dell’acqua e annuncia la vita eterna sta parlando dell’acqua del nostro Battesimo. Essa zampilla dal cuore del credente in ogni momento; essa è Grazia che toglie il peccato, salva la vita e la rende eterna: tutto questo è opera dello Spirito Santo che, nel Battesimo, ci ha consacrati e resi santi per sempre.

Commento di don Luigi Galli


26 febbraio 2015

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