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giovedì 26 maggio 2022
 

Domenica 11 gennaio - Battesimo del Signore

Lettura del Vangelo secondo Marco (1,7-11)

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendeva verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».


Dalla Parola alla vita

Tutti i Vangeli parlano del battesimo di Gesù e da esso fanno iniziare la sua vita pubblica. Questo significa che il battesimo riveste un’importanza straordinaria nella vita di Gesù. Perché?

Lo spiega bene il Vangelo di questa domenica. Marco ci offre un racconto semplice e sobrio: Gesù appare all'improvviso per essere battezzato da Giovanni Battista; sappiamo che questo è un battesimo di penitenza, ben diverso da quello cristiano, che avviene per opera dello Spirito Santo. Questo battesimo di Giovanni cosa significa per Gesù e per noi?

Gesù è battezzato da Giovanni. C’è la rivelazione della duplice dimensione del Mistero di Gesù: uomo di umilissime origini che arriva da un paesino sconosciuto della Galilea e si mette in fila con i peccatori per essere purificato. In questo modo la sua Incarnazione è totale. Nello stesso tempo è proclamato, dalla voce del Padre confermata dalla presenza dello Spirito Santo, Figlio di Dio. è la presentazione ufficiale del Messia-Salvatore.

Val la pena di notare che di questa epifania di Gesù c’è un prima e un dopo: prima c’è il “mistero del silenzio” di una interminabile vita nascosta; dopo il “mistero di una croce-risurrezione” che svela la definitiva Gloria di Dio. Tra i due “misteri” c’è l’azione dello Spirito Santo che rivela in Gesù l’azione straordinaria del Padre: ecco lo schema del Vangelo.

E per me? Il cristiano non assiste ai “misteri di Gesù”, ma in essi è totalmente coinvolto al punto che la sua vita è cambiata alla radice: il cristiano segue Gesù e ne condivide il destino. Allora è giusto chiedersi: «Quando avviene la mia epifania-presentazione pubblica?». Il percorso è identico a quello di Gesù.

C’è il “battesimo del silenzio”, quando, all’inizio della vita, è stato deposto nel mio cuore un seme che farà sbocciare, in Gesù, la mia libertà. Il mio Battesimo è stato l’inizio della vita secondo lo Spirito; evento originario e prezioso che resta nascosto ma ha la forza del seme che può, in ogni momento della vita, rispondere alla Grazia e portare frutti di vita eterna.

Il mio Battesimo “adulto” è la croce di Gesù. Con la Confermazione dello Spirito Santo (la Cresima), il cristiano diventa “martire”, cioè “testimone”, della croce. La croce di Gesù non è il segno del dolore o del sacrificio, ma è la forza della comunione con lui e con tutti gli uomini. Il Battesimo cresce quando porta frutti di comunione con Dio e dona la gioia di stare per sempre con Gesù. La vita battesimale adulta deve essere costantemente nutrita e il suo nutrimento è l’Eucaristia. Per questo i cristiani, almeno nel giorno del riposo divino, celebrano l’Eucaristia: senza di essa la comunione con Gesù si inaridisce fino a morire.

L’epifania del nostro Battesimo è la carità. La nostra “epifania” davanti al mondo ha il distintivo della carità. Ogni ”cosa cristiana”, se non rivela amore e non parla d’amore, non serve a niente. L’amore di cui parliamo non è un fatto sentimentale o pietistico, ma è la virtù teologale, dono battesimale dello Spirito.


Commento di don Luigi Galli


08 gennaio 2015

 
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