logo san paolo
venerdì 03 aprile 2020
 

Domenica 19 gennaio – II dopo l’Epifania

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (2,1-11)

In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Dalla Parola alla vita

Le domeniche di questo tempo dell’anno liturgico sono caratterizzate dalla solennità dell’Epifania, che in un certo senso “trascina” nel suo orizzonte di senso le celebrazioni di questo tempo prima della Quaresima. Esattamente dovremmo dire che l’Epifania, nel suo significato etimologico e spirituale, ci suggerisce che già la Natività del Signore e, da lì in poi, l’intera vicenda umana del Signore Gesù sono “epifanie” - cioè manifestazioni - del mistero di Dio e rivelazione della divinità del Figlio. Il Vangelo in un certo senso è punteggiato di “epifanie”: per alcune di queste gli evangelisti si premurano di indicarci esplicitamente che si tratta di una manifestazione di Dio. Il racconto delle nozze di Cana, al centro di questa seconda domenica dopo l’Epifania, termina con queste parole, che l’evangelista Giovanni pone a commento di quanto narrato: «Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui». Dunque si tratta di un “segno”, uno di quelli attorno ai quali l’evangelista Giovanni costruisce il suo Vangelo, un vero e proprio “libro dei segni” che culminerà nella Pasqua, il segno per eccellenza della rivelazione cristiana. A Cana si dice che il Signore Gesù inizia con un segno il suo ministero pubblico, il primo dei quali ha evidentemente un valore particolare, ma soprattutto si dice che l’effetto di questo segno è la fede dei discepoli, non certo come automatismo ma come decisione: un segno, come i tanti non necessariamente miracolosi nella nostra vita, sono un invito a credere, ad affidarci al Signore. Se questo è il primo, dunque, a maggior ragione avrà un valore programmatico, quasi di presentazione del ministero del Signore e della sua identità di Messia. In effetti il racconto è davvero molto ricco di significati e vale la pena di raccoglierne i principali. Anzitutto il segno del vino, che rappresenta la gioia e l’abbondanza dell’era messianica. Nella tradizione ebraica il compito dello sposo era proprio quello di procurare il vino per la festa: a Cana Gesù si presenta come il vero sposo, colui che sa trasformare l’acqua della purificazione legata alla Legge di Mosè, nel vino nuovo della gioia e del dono gratuito che viene da Dio. In parallelo infatti, nella prima lettura di questa domenica, la liturgia ci fa meditare il dono dell’acqua nel deserto presso Meriba, scaturita dalla roccia per mezzo di Mosè, capace di dissetare il popolo. Nell’esodo della nostra vita ora è il vino nuovo donato dal Signore, simbolo ulteriore del suo sangue versato, che ci disseta e ci sostiene nel cammino. A Cana vi è inoltre la presenza della Madre, che Gesù chiama «donna», la quale è l’unica ad accorgersi della mancanza del vino e per questo invita i servi a obbedire al Figlio: «Qualunque cosa vi dica, fatela». In Maria dunque possiamo vedere rappresentata anche la Chiesa-madre, nel suo compito di vigilare perché non manchi mai il vino della gioia evangelica, invitando tutti a vivere in ascolto e in obbedienza al Figlio.


16 gennaio 2020

 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 92,90 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 0,00 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
GBABY
€ 69,60 € 49,80 - 28%