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Domenica 2 ottobre - V dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Lettura del Vangelo secondo Luca (6,27-38)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».


Dalla Parola alla vita

Questa pagina è difficile: è chiara ed esplicita nell’indicare una strada che tuttavia lascia sgomenti, perché appare impraticabile. Pagine evangeliche come questa suscitano ammirazione ma allo stesso tempo non sono prese sul serio perché «la vita è un’altra cosa». È importante allora coglierne il senso profondo e unificante.

1. «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso». È il ritornello del Giubileo e rischia di restare tale. Per comprendere l’invito di Gesù è necessario contemplare la misericordia del Padre. Il nostro Dio è misericordioso e questa è la sua essenza più profonda che non va confusa con una generica bontà che perdona… fino a un certo punto. La misericordia di Dio è il suo modo di essere giusto; il Padre è misericordioso perché è giusto e rende giusti per grazia coloro che accolgono nella fede la sua giustizia. Dio perdona sempre perché la sua giustizia non premia i buoni e castiga i cattivi, ma offre alla libertà di entrambi un amoroso perdono che viene prima di ogni umano pentimento. Non dobbiamo fare l’errore di pensare che Dio agisca secondo le nostre categorie; il Padre, vedendo il Figlio in croce, non usa più la giustizia retributiva, ma mi dona gratuitamente la giustizia che salva. Per la fede, e non per le opere, noi siamo salvati.

2. «Amate i vostri nemici». Ora possiamo capire perché Gesù ci dona un simile comandamento: Dio ha fatto così con te quando eri ancora peccatore; allo stesso modo tu devi avvicinarti anche a colui che è lontano da te perché ti considera nemico. Lui mi considera nemico, ma io non lo posso considerare tale, perché Dio non ha considerato me suo nemico quando ero lontano da lui. Il principio fondamentale è l’amore di Dio che ha misure, profondità, motivazioni, espressioni diverse da quelle che ragionevolmente noi siamo soliti usare. Ovviamente se io penso che Dio mi ama anche solo un po’ di più perché sono meno malvagio di un altro, cioè se l’amore di Dio dipende da quello che faccio io, tutto il discorso salta. Ma se siamo stupiti e travolti dall’amore di Dio, non vediamo il «nemico», ma solo (e non è semplice) il diverso, il problematico, da contrastare, ma non da giudicare o da odiare. Ora anche tutto il resto è logico: prestare senza interessi, donare gratuitamente, perdonare, essere generosi…

3. «Egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi». Io, senza il perdono gratuito di Dio, sono ingrato e malvagio e non posso pensare che Gesù sia morto solo per me; Gesù è morto per tutti perché tutti, nella fede, possano scoprire il perdono di Dio. L’intera morale cristiana è “leggera” e brillante perché nasce dalla misericordia gratuitamente ricevuta e non dall’impegno per meritarla. Se io seguo una legge per attirare, con la mia onestà, lo sguardo amoroso del Padre, non si comprende l’invito alla generosità che allarga le braccia e usa una misura «buona, pigiata, colma, e traboccante». Vivere così è possibile solo perché l’amore di Dio, che è lo Spirito Santo, trasforma ogni azione del battezzato.

Commento di don Luigi Galli


29 settembre 2016

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