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mercoledì 25 maggio 2022
 

Domenica 22 febbraio - Prima di Quaresima

Lettura del Vangelo secondo Matteo (4,1-11)

In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane».
Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Dal Vangelo alla vita

Inizia la Quaresima: un tempo di grazia e, quindi, di gioia. Il rito ambrosiano presenta il susseguirsi dei Vangeli domenicali come un percorso unitario, che ci porterà alla riscoperta e all’approfondimento del nostro Battesimo; andremo, cioè, alla ricerca delle “radici” dell’essere cristiani per verificare il nostro “stato di salute”. Questa ricerca ci aiuterà sia a interrogarci sulla solidità della fede, sempre tentata di affidarsi a qualcosa di esteriore e di sentimentale, sia a prendere coscienza che la fede è un “fatto serio”, che conduce a vivere il Vangelo nella sua interezza.

La lettura di oggi è come un gran portale che introduce il percorso quaresimale perché presenta con chiarezza quali sono le condizioni necessarie per la nostra conversione. Sottolineiamo tre passaggi del Vangelo. Il primo: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal Diavolo». All’inizio della sua missione la libertà umana di Gesù viene posta di fronte a una scelta radicale: affrontare la lotta con colui che lo vuole distogliere dalla volontà del Padre. Per il cristiano avviene la stessa cosa: l’essenziale non è compiere questa o quella azione ma la “scelta di campo” che contiene e dà significato a ogni comportamento del cristiano.

La domanda che ci facciamo suona così: «Perché sono cristiano? Che cosa mi aspetto dalla mia fede?». Secondo: le tentazioni del Diavolo – cioè di colui che vuole separare (diavolo in greco significa: «colui che separa») Gesù da se stesso e dalla sua missione – vogliono distruggere Gesù, perché allontanarlo dalla volontà del Padre significherebbe che Gesù non è più Gesù. Così è anche per noi: resistere al Diavolo (colui che vuole separarci da noi stessi e da Dio) è questione di vita o di morte.

Le tentazioni rivolte a Gesù simbolicamente rappresentano le lotte e le scelte che un cristiano deve sostenere per entrare nel regno di Dio. «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane»; e ancora: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù»; e, più avanti: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». La fede è tentata di volersi servire di Dio piuttosto che servire Dio ed è incline a cercare le consolazioni di Dio e non il Dio di ogni consolazione. La fede è viva solo se è una gioiosa e bella offerta di sé a Dio. Ecco la domanda, secca: «Dio è tutto per me?». Terzo: «Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano». è un particolare importante.

Il “divisore” aveva appena tentato Gesù proprio sugli angeli («Ai suoi angeli darà ordine a tuo riguardo…»), perché voleva che Gesù sfruttasse a suo vantaggio la Grazia di Dio (gli angeli sono il segno della presenza di Dio nella vita). Il rifiuto di Gesù gli procura la presenza angelica, cioè la vicinanza di Dio e la sua Grazia, in modo totalmente gratuito. Per noi la domanda è: «Io credo nella forza della Grazia? So che questo cammino quaresimale porterà frutto per Grazia e non per i miei sforzi che, da soli, non conducono a salvezza?».

Commento di don Luigi Galli


19 febbraio 2015

 
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