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venerdì 22 novembre 2019
 

Domenica 26 maggio - VI di Pasqua

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (16,12-22)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».

Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.

La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia».
   

Dalla Parola alla vita

Il frutto pieno della Pasqua è il dono dello Spirito che il Signore ha promesso ai suoi e che dalla Pentecoste si effonde su tutti coloro che diventano discepoli, ricevendo il Battesimo. Ma il dono dello Spirito ha una funzione particolare che il Signore Gesù ricorda ai discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità».

Tra le cose future di cui il Signore sta parlando sicuramente ci sono la sua passione e morte; ci sono le persecuzioni, di cui la prima lettura degli Atti degli Apostoli ci dà testimonianza raccontando l’arresto di Paolo che la folla vuole morto; ci sono le sofferenze e la tristezza, che Gesù descrive usando l’immagine della donna che deve partorire; tuttavia la vostra tristezza si cambierà in gioia: «La donna quando partorisce è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo».

Dunque nello Spirito ci è data la forza per portare ciò che oggi per noi è un peso troppo grande, qualcosa che da soli non siamo in grado di sostenere. Questa promessa del Signore ci aiuta soprattutto nei momenti in cui ci sentiamo come schiacciati dai pesi della vita, che ci opprimono e ci spaventano. Lo Spirito ci aiuta anche a comprendere ciò che è al di là delle nostre capacità umane, dal momento che la verità di Dio è oltre la nostra misura, per questo lo Spirito diventa una vera guida interiore, una luce capace di aprire il cuore e la mente.

Ma la verità di cui ci parla il Vangelo non riguarda soltanto alcuni difficili concetti teologici o delle strane verità dogmatiche, riguarda anche e soprattutto la verità di noi stessi, ciò che di noi facciamo fatica a comprendere e ad accettare. Il Signore Gesù è morto per i nostri peccati, la sua morte riguarda il male che oggi ciascuno di noi ritrova nella propria vita; riconoscere il proprio peccato, il male che c’è in noi, spesso è difficile, ci riteniamo in fondo brave persone e vediamo soprattutto gli sbagli altrui. Così pure è per la verità su questo nostro tempo, sulla storia presente e sul suo compimento ultimo: spesso vediamo solo il male, ci colpiscono le cattive notizie e ciò che ha il potere di toglierci la speranza. Ma il nostro futuro e quello della storia umana è saldamente nelle mani di Dio e spesso ce ne dimentichiamo. Lo Spirito del Signore ce lo ricorda e per questo è capace di risvegliare in noi la speranza e la disponibilità, perché se la grazia del Signore è all’opera nella storia, dall’altra parte chiede a noi tutti di diventare alleati del bene che il Signore compie in questo tempo. Ma ha bisogno di noi, della nostra disponibilità e della capacità di entrare nella sua visione delle cose, di guardare ogni cosa “dal punto di vista di Dio”. Questa è la verità che ci attende, la verità tutta intera, quella di una umanità amata da Dio e salvata nella Pasqua del Figlio Gesù.

Commento di don Marco Bove


23 maggio 2019

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