logo san paolo
giovedì 14 novembre 2019
 

Domenica 27 marzo - Pasqua

Domenica 27 marzo - Pasqua

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (20,11-18)

In quel tempo. Maria di Màgdala stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Dalla Parola alla vita

Cristo Signore è risorto: alleluia. È il grido che si leva per tutta la terra e che inonda di speranza il cuore dei credenti. La notte è finita e spunta ormai la luce del giorno. Il Vangelo di oggi conserva tuttavia alcuni aspetti misteriosi: Maria Maddalena piange e non riconosce Gesù; lo riconosce solo dalla voce e non dal volto, e si sente dire da lui di non trattenerlo. Nella domenica di Pasqua la fede non trova le parole e ammutolisce. Le promesse si sono avverate: Gesù è il Signore, eppure il Vangelo ci chiede di fare altri passi per scoprire qualcosa di più della risurrezione di Gesù. Ci accompagna Maria Maddalena in tre passaggi.

1. Maria piange. Ella è rivolta all’indietro e ricerca Gesù come l’aveva conosciuto da vivo; va al sepolcro con l’intenzione di perfezionare la sepoltura che era stata troppo veloce. Vede la tomba vuota e non pensa alla risurrezione, che pure Gesù aveva preannunziato più volte. Il pianto di Maria ci introduce in un genere letterario nuovo che racconta il mistero attraverso l’esperienza della fede e non con la descrizione dei fatti. Maria vede il sepolcro vuoto e riconosce Gesù attraverso la voce che la chiama per nome: il Risorto ha un corpo diverso dal nostro, ma la voce è inconfondibile. Ora la conoscenza di Gesù non è più carnale, ma può essere solo spirituale; Maria (e noi con lei) passa dalla ricerca del Gesù terrestre all’incontro con il Cristo celeste.

2. «Rabbunì, Maestro!». Non vediamo il Risorto, eppure cantiamo «Alleluia»: sappiamo infatti che Gesù è vivo e pronuncia il nostro nome. Nella voce dello Spirito noi abbiamo la certezza che Gesù è vivo. È l’esultanza della notte santa della Pasqua che dà sostanza a ogni celebrazione della Chiesa, che si ricorderà per un anno intero di questa notte: la domenica è il giorno memoriale della Pasqua che tiene vive la fede e la speranza. Ogni domenica dell’anno le due “sorelle” si tengono per mano: la fede sfocia nella speranza perché è visione di qualcosa che non si vede ancora e la speranza sostiene la fede perché anticipa alla fede ciò che sarà.

3. «Non mi trattenere». Gesù Risorto ha ancora da compiere l’ultimo atto della sua missione: deve salire al Padre per poter mandare lo Spirito. Lo Spirito è l’amore di Dio che certifica nel cuore dei credenti la fede e la speranza; la grazia anticipa nel nostro cuore il mondo futuro e dona la certezza della risurrezione. Il frutto della Pasqua di Gesù è il dono dello Spirito; solo con la Pentecoste l’intero mistero cristiano diventa realmente nostro e noi, pur non essendo ancora risorti, viviamo come se vedessimo l’invisibile e guardiamo al mondo con occhi diversi. Nella santa notte di Pasqua, madre di tutte le notti e di tutti i giorni dell’anno, abbiamo visto e creduto che il mondo ha una direzione, che non è vero che i morti sono morti e che il male è già incatenato e nulla può contro l’uomo. Resta il tempo dell’attesa lunga e a volte faticosa, ma per fortuna ogni anno viene Pasqua per rinverdire la speranza che rischia, in così lunga attesa, di spegnersi.

Commento di don Luigi Galli


23 marzo 2016

I vostri commenti
4
scrivi

Stai visualizzando  dei 4 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo
    Collection precedente Collection successiva
    FAMIGLIA CRISTIANA
    € 104,00 € 92,90 - 11%
    MARIA CON TE
    € 52,00 € 39,90 - 23%
    CUCITO CREATIVO
    € 64,90 € 43,80 - 33%
    CREDERE
    € 88,40 € 52,80 - 40%
    FELTRO CREATIVO
    € 22,00 € 0,00 - 18%
    BENESSERE
    € 34,80 € 29,90 - 14%
    AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
    € 46,80 € 38,90 - 17%
    IL GIORNALINO
    € 117,30 € 91,90 - 22%
    JESUS
    € 70,80 € 60,80 - 14%
    GBABY
    € 34,80 € 28,80 - 17%
    GBABY
    € 69,60 € 49,80 - 28%