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giovedì 26 maggio 2022
 

Domenica 29 marzo - Le Palme, nella Passione del Signore

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (12,12-16)

In quel tempo. La grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!».
Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: Non temere, figlia di Sion! Ecco il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina. I suoi discepoli al momento non compresero queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte
.

Dalla Parola alla vita

La liturgia ambrosiana per questa domenica prevede due celebrazioni con brani di Vangelo diversi. Questa diversità permette di avere una visione piena del “Grande mistero” che si compie sotto i nostri occhi. I due brani sono noti: il primo racconta l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme «seduto su un puledro d’asina»; il secondo parla della cena di Betania dove Maria, sorella di Marta, presente il fratello redivivo Lazzaro, cosparge di profumo i piedi di Gesù suscitando le proteste indignate di Giuda Iscariota. Da questi brani possiamo ricavare la “chiave di lettura” di tutta la Santa settimana che oggi inizia.

Seduto su un puledro d’asina. L’ingresso di Gesù a Gerusalemme va letto nel suo potente significato simbolico. Gesù arriva dal monte degli Ulivi ed entra nel tempio. Da quel tempio, in senso inverso, veniva mandato sul Monte degli Ulivi, per essere da lì spinto nel deserto a morire, il “capro espiatorio”, carico ti tutti i peccati degli israeliti. Gesù è l’Agnello immolato che si è caricato sulle spalle i peccati degli uomini. L’ingresso trionfale a Gerusalemme non è l’ingresso di un re potente, ma è l’ingresso del re mansueto che cavalca un asinello. Non lo vedremo tornare verso il Monte degli Ulivi per morire nel deserto, ma sappiamo che morirà alla porta della città santa. La Palme e gli osanna dei bambini sono il gesto profetico che mostra il Messia-Agnello pasquale che sarà immolato per la salvezza degli uomini.

Il profumo sui piedi di Gesù. In questa Quaresima, riscoprendo il nostro Battesimo, siamo stati accompagnati da tanti segni sacramentali (acqua, liberazione, luce, vita); ora ci viene consegnato l’ultimo segno, quello riassuntivo, e cioè il profumo. Il profumo, lo esplicita Gesù stesso, è quello della sepoltura; un profumo che rende il corpo incontaminato in vista della Risurrezione. Questo profumo ci mostra la meta del mistero pasquale; tra pochi giorni, nella Veglia santa, madre di tutte le Eucaristie dell’anno, vedremo il Risorto e da lui emanerà il profumo della grazia e della gioia. Ma il profumo di Maria ci dice anche l’atteggiamento con cui vivere i prossimi giorni; bisogna “svuotare il vaso del profumo”, cioè essere generosi nell’accompagnare, attraverso la liturgia, l’Agnello pasquale che si immola al nostro posto. Sono giorni diversi da tutti gli altri: ognuno dovrà trovare, da oggi, tempi e luoghi in cui vivere la Pasqua. Siamo chiamati a diventare protagonisti della grande opera della Pasqua. Non c’è tempo per altro: ogni pensiero, ogni preoccupazione, ogni programmazione debbono lasciare il posto a Gesù che passa portando la croce. Oggi entriamo nella Pasqua di Gesù; oggi si vedrà il nostro amore e la serietà della nostra fede. .

Se per te la Pasqua è solo “un vacanza in più” vuol dire che tua fede è malata e potrebbe anche morire. Da oggi prendiamo su di noi Gesù, come coraggiosi asinelli, e accompagniamolo, senza perderlo di vista un istante, verso il luogo della sua Passione e della nostra salvezza.

 

Commento di don Luigi Galli


26 marzo 2015

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