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martedì 24 maggio 2022
 

V Domenica di Pasqua - Domenica 3 Maggio

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (17, 1b-11)

In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.

Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi».

Dalla Parola alla vita

Siamo all’inizio della preghiera sacerdotale di Gesù nell’Ultima cena. Per ricevere il miglior nutrimento possibile da un testo così ricco, riprendiamone alcune parole-chiave.

Innanzitutto “Vita eterna”. Per il nostro modo di pensare, questa parola è la più difficile; infatti di solito per “vita eterna” si intende la vita dopo la morte. Niente di più lontano dal testo del Vangelo. In esso “vita eterna” indica la “vita nuova” donata al cristiano nel Battesimo e che inizia già sulla terra; la vita eterna, essendo dono del Risorto, è in grado di superare indenne la morte. «[Padre] Tu hai dato [al Figlio] potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato». La vita eterna è la vita salvata dalla Pasqua di Gesù. Si può dire, per semplicità, anche così: tutto quello che io faccio per amore e con amore (cioè ogni cosa buona) vivrà per sempre; il resto dura solo il tempo che dura e poi svanisce.

Seconda parola: “Gloria”. Così continua il Vangelo: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te…». Come si vede il termine “Gloria” è collegato alla vita eterna e alla conoscenza del vero Dio, cioè alla conoscenza di quello che Dio vuol fare degli uomini. La “Gloria” di cui qui si parla non fa riferimento né alla magnificenza, né alla vittoria sui nemici, nè alla fama o al potere; la Gloria di cui si parla è “Luce” e “Rivelazione”. Cosa è rivelato? Gesù ce l’ha manifestato nella sua Pasqua: il Padre ama il Figlio (dà gloria al Figlio) e Gesù, per amore del Padre, compie il progetto di Dio, cioè il suo amore per tutti gli uomini che, a ogni costo, vuole salvare (dà così gloria al Padre). Gesù rivela la Gloria del Padre agli uomini: «Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. […] Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro». è straordinario: la Gloria passa dal Figlio al Padre e il Padre la restituisce al Figlio che la dona agli uomini. In questo modo la Gloria di Dio è l’uomo vivente salvato dalla Grazia.

Terza parola: “Preghiera”. «Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. [...] Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi». Non riesco a ricordare una preghiera più commovente di questa: Gesù vuole che il Padre custodisca la sua “Gloria”, cioè la libertà dell’uomo. Gesù non prega per il mondo, cioè per ciò che non sa vedere la Gloria di Dio. Non c’è preghiera dove non c’è Gloria; il termine “mondo” non indica né il creato, né l’umanità, né ciò che “sta fuori” dalla Chiesa. Il “mondo” è l’opacità che non fa vedere la Gloria di Dio e non conosce e non ama né Dio, né gli uomini. Il ”mondo” che non riceve la preghiera di Gesù può essere ovunque; anche in me, anche nella Chiesa.

 

Commento di don Luigi Galli


30 aprile 2015

 
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