logo san paolo
giovedì 13 agosto 2020
 

Domenica di Pentecoste - 31 maggio 2020

Ciò che Gesù aveva promesso ai suoi discepoli oggi si compie: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità». Lo Spirito che a Pentecoste il Padre effonde sulla Chiesa nascente è un «Consolatore», Paràclito significa questo, e la sua consolazione dona forza, coraggio, luce interiore, pace. Se ricordiamo come gli Atti degli Apostoli ci descrivono ciò che i discepoli del Signore sono stati capaci di affrontare dopo aver ricevuto il dono dello Spirito Santo, non dovremmo rimanere stupiti dunque: sanno tenere testa agli anziani e ai capi del popolo, affrontano il carcere e le percosse per il Vangelo, parlano senza paura davanti ai re e ai governatori. Il Vangelo però ci parla anche di un’altra promessa: «Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco  e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete». La forza interiore viene dallo Spirito Santo e dalla certezza di non essere mai da soli: il Signore risorto non avrebbe più abbandonato i suoi, la Chiesa. Si tratta di riconoscere la sua presenza, grazie all’opera dello Spirito Santo. Le parole finali del vangelo di Matteo ce lo ricordano: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

San Paolo, nella Prima lettera ai Corinzi, ci ricorda un’altra cosa molto importante: nella Chiesa ci sono tanti doni, tanti compiti diversi, tante attività, ma all’origine di tutto questo c’è sempre e solo l’opera di Dio, principio di unità e di armonia. In particolare a ciascuno è data «una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune». Paolo elenca diversi carismi: il linguaggio di sapienza e di conoscenza, il dono della fede, delle guarigioni e dei miracoli, il dono della profezia e quello di discernimento degli spiriti, infine il dono delle lingue e quello dell’interpretazione delle lingue.

Dunque molti doni diversi, non tanto per entrare in conflitto o in competizione, ma «per l’utilità comune», cioè perché quei doni siano messi a disposizione di tutti. Si tratta di un criterio fondamentale, non solo per la Chiesa ma per la società civile, come fondamento della convivenza umana, cercando non il proprio tornaconto personale ma il bene di tutti.

L’ultimo dono ricordato da san Paolo è quello delle lingue. Il racconto della Pentecoste negli Atti degli Apostoli sottolinea che l’apparenza assunta dallo Spirito Santo nel rendersi visibile è proprio questa: «Apparvero loro lingue come di fuoco». Come sappiamo il fuoco nella Scrittura è il segno della presenza di Dio, le lingue invece anticipano ciò di cui saranno capaci gli Apostoli, cioè parlare tutte le lingue del mondo. Ciò che avviene a Gerusalemme quel giorno ha un significato molto importante e programmatico: gli Apostoli sono chiamati ad annunciare il Vangelo a tutti i popoli, per questo lo Spirito Santo li renderà capaci di parlare a tutti. Stupita la folla dice infatti: «Li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».


28 maggio 2020

 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 92,90 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 0,00 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
GBABY
€ 69,60 € 49,80 - 28%