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lunedì 04 marzo 2024
 

Si impara a essere previdenti nella consapevolezza della propria fragilità

Matteo 25,1-13 - Venerdì della XXI settimana del TO (1 settembre 2023) - 

Il regno dei cieli non è fatto solo di gente sempre all’altezza delle situazioni. Il regno dei cieli è un misto di persone che hanno i loro talenti ma anche le loro debolezze. Gesù per spiegarci bene questo contrasto, ci racconta la parabola delle dieci vergini. La cosa che deve colpirci è che queste dieci donne non sono sagge o stolte rispetto alla loro fragilità, perché in fondo si addormenteranno tutte: “Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono”.

La vera differenza non sta quindi nel fatto di essere sempre all’altezza delle situazioni, ma nell’avere consapevolezza della propria fragilità e quindi proprio per questo imparare ad essere previdenti: “Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi”.

Quando si presenta però lo Sposo, cioè la situazione in cui non bisogna sprecare la vita, ecco che le cinque vergini sagge sono le uniche che possono stare davanti a quell’evento perché hanno scorte di olio. I piccoli recipienti che hanno con loro rappresentano le piccole cose di cui hanno disseminato la propria vita: ogni giorno hanno tentato di vincere le piccole battaglie contro i peccati; ogni giorno hanno sempre disseminato la loro giornata di piccole preghiere; ogni giorno hanno amato nelle piccole cose; ogni giorno hanno tentato di essere umili nelle piccole mortificazioni della vita. È questa fedeltà che alla fine le salva, non le loro capacità. Si è saggi quando si decide di fare cose buone con la propria debolezza.

Si è stolti quando si pensa di non avere nessuna debolezza con cui dover fare i conti

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31 agosto 2023

 
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