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sabato 24 febbraio 2024
 

Siamo di scandalo o siamo ponte per la conoscenza dell'amore di Dio?

Luca 17,1-6 - Lunedì della XXXII settimana del TO (13 novembre 2023) - 

È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!”.

Davanti a queste lapidarie parole di Gesù c’è da domandarsi che cosa significa realmente essere di scandalo. Il significato di questa parola ha a che fare con un ostacolo, una pietra d’inciampo che blocca il cammino di qualcuno. Essere di scandalo quindi significa essere d’impedimento a qualcuno, sbarrargli la strada. Ma che significato assume una simile cosa in rapporto alla fede? Credere non è semplicemente essere convinti che Dio esiste ma è fare esperienza del Suo Amore. Credere è sentirsi amati da Lui. Questo Suo Amore passa attraverso le esperienze umane che ciascuno di noi fa.

Quando qualcuno ci vuole bene è come se ci insegnasse qualcosa di Dio e ci dà un termine di paragone necessario a sentire questo Amore che salva. Ma è vero anche il contrario: quando veniamo feriti nell’amore, nella fiducia, nel bene, si inclina in noi qualcosa di decisivo, e viene compromessa anche l’esperienza di Dio. Chi è ferito nell’amore desidera molto essere amato ma c’è in lui qualcosa che gli impedisce di farne una vera esperienza. Ecco allora che Gesù con chi procura certi ostacoli, non è per niente indulgente. Dovremmo domandarci spesso se il nostro normale modo di comportarci e di amare aiuta gli altri a sentire Dio o se glielo impedisce. È necessario sapere se siamo ponte o scandalo.

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12 novembre 2023

 
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