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sabato 24 febbraio 2024
 

La gratitudine è il sintomo più bello di quelli che si sono lasciati salvare da Dio

Luca 17,11-19 - Sant'Alberto Magno, vescovo e dottore della Chiesa - Memoria fac. (15 novembre 2023) - 

Una comunità di gente che soffre, prega unanimemente Gesù: “Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!»”.

Delle volte scopriamo di essere Chiesa a partire dalla consapevolezza della nostra lebbra. Siamo tutti peccatori, tutti fragili, tutti bisognosi di misericordia, ed è questo che ci tiene insieme, e ci spinge a pregare e cercare insieme l’aiuto del Signore. Non ci sono titoli, lauree, estrazioni sociali, soldi, ricchi, poveri, ma il Vangelo ci dice solo che queste persone sono tutte lebbrose.

Gesù esaudisce la preghiera di questa strana comunità: “Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati”. Ma c’è un dettaglio: solo uno torna indietro a ringraziare, e quest’uomo è un Samaritano, uno straniero, uno fuori dal circuito. Quando ci si riconosce tutti peccatori, non si fanno distinzioni. Quando si pensa di non avere più bisogno di Gesù si comincia nuovamente a pensare alla logica dei “vicini” e dei “lontani”.

Gesù usa le parole di un “lontano” per dare una lezione ai “vicini”: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e va'; la tua fede ti ha salvato!». La vera guarigione non consiste nel rifarsi un’immagine, ma nel rifarsi il cuore. La gratitudine è il sintomo più bello di quelli che veramente si sono lasciati salvare da Dio.

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14 novembre 2023

 
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