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venerdì 12 aprile 2024
 

Lasciamo che il mistero di noi stessi venga fuori un po’ alla volta

Gv 1,19-28 - Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, Vescovi e Dottori della Chiesa - Memoria (2 gennaio 2024) - 

Che bella domanda viene rivolta a Giovanni: “Chi sei tu?”. In realtà il vero significato è un altro: “chi ti credi di essere?”. I sacerdoti e i leviti non vedono di buon occhio questo strano profeta e vogliono capire bene se sta giocando a fare il messia oppure se lo è veramente. Tutti noi abbiamo un’immagine di noi stessi a cui gli altri appiccicano le loro aspettative e i loro pregiudizi. Forse anche da soli facciamo fatica a capire che differenza esiste tra ciò che siamo veramente e ciò che ci siamo convinti di essere. Ciò che conta però è che la vera vita spirituale consiste nel non credersi qualcuno, ma nella pazienza di lasciare che il mistero di noi stessi venga fuori un po’ alla volta.

Giovanni ha però chiaro che solo una persona è in grado di svelare questo mistero, ed è Gesù: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo». La grandezza del Battista è nell’aver intuito che ciò che fa svoltare la nostra vita non coincide mai con una sorta di autosufficienza, o una semplice consapevolezza personale. Noi siamo credenti perché siamo convinti che più frequentiamo Cristo e lo conosciamo e più riusciamo a capire chi siamo noi e che senso ha la nostra vita. In questo senso tutta la l’opera di Giovanni Battista è aiutare le persone a smettere di essere egocentriche, accettare la propria fragilità e a desiderare di essere aiutate per davvero ad uscire dal pantano dell’autoredenzione. Solo Gesù salva, con buona pace di tutti i vari messianismi contemporanei.

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01 gennaio 2024

 
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