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lunedì 15 aprile 2024
 

L'amore di Dio ci rende capaci di amare anche chi ci ha fatto del male

Mt 5,43-48 - Sabato della I settimana di Quaresima (24 febbraio 2024) - 

“Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori”.

Certe richieste si possono fare alle persone che non hanno mai incontrato un vero nemico e una reale sofferenza causata da qualcuno, perché basta aver fatto un’esperienza simile per accorgersi di come queste parole del Vangelo sono impraticabili. Eppure se Gesù lo domanda significa che c’è una possibilità di vivere così. Si riferisce forse a uno sforzo eroico? Assolutamente no. Gesù sta dicendo che quando si fa spazio all’amore di Dio nella propria vita, allora ci si accorge di essere capaci di fare cose che normalmente e per natura non faremmo mai.

È quell’amore nei nostri cuori che ci fa vivere diversamente, perché è l’amore dei figli di Dio. Infatti Dio sa fare questo, e noi ne diventiamo capaci nella misura in cui viviamo la figliolanza con Lui. Ma senza vita spirituale, senza preghiera, senza i sacramenti, senza la Sua Parola, cioè senza questa relazione di figliolanza, cosa mai potremmo fare se non constatare che certe richieste sono utopie e non programmi di vita?  “Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”.

Se tu vivi da figlio di Dio, allora è Lui che ti rende capace di vivere cose al di sopra delle tue reali possibilità. Non dobbiamo mai pretendere di fare cose impossibili, ma se tu ami Dio e ti lasci amare da Lui, è Egli stesso che ti rende capace di cose impossibili come amare uno che ti ha fatto del male

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23 febbraio 2024

 
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