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lunedì 04 marzo 2024
 

La ricerca estenuante dei segni non consente di vedere il bene presente

Matteo 12,38-42 - Lunedì della XVI Settimana del TO (24 luglio 2023) - 

«Maestro, vorremmo che tu ci facessi vedere un segno». L’umanissima richiesta degli scribi e dei farisei del Vangelo di oggi, mette in luce un aspetto presente dentro ciascuno di noi: il bisogno di conferme. Non c’è ambito della nostra vita immune da questo bisogno. Abbiamo necessità di avere conferme circa gli affetti, e così molto spesso sottoponiamo le persone che ci vogliono bene a estenuanti test di verifica attraverso atteggiamenti che tradiscono una parte infantile di noi che cerca rassicurazione.

Ma cerchiamo conferme circa la nostra stima e così abbiamo bisogno di continui riconoscimenti esterni per combattere la nostra insicurezza. Molto carrierismo nasconde solo un umano bisogno di essere rassicurati circa la stima. E persino nella fede cerchiamo conferme perché forse in fondo non siamo proprio così convinti che Dio ci ha amati fino al punto di dare Suo Figlio per ciascuno di noi.

Eppure se da una parte dobbiamo avere pazienza con questo bisogno umano di rassicurazione, dobbiamo stare però attenti a non farci manovrare da esso fino al punto di perdere la nostra libertà. Gesù lo sa bene e così dosa con i suoi discepoli e con chi lo segue un doppio atteggiamento: a volte rassicura attraverso alcuni segni e altre volte invita solo a tenere gli occhi aperti e a riflettere su come la stessa realtà intorno a noi già risponde alle nostre domande. Infatti quando si è in ostaggio della ricerca dei segni non si vedono più tutti i segni di bene presenti nella vita, e che non facendo nessun rumore hanno bisogno solo di attenzione per essere visti.

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23 luglio 2023

 
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