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lunedì 15 aprile 2024
 

A volte il silenzio e la comprensione sono più graditi dei consigli non richiesti

Mt 23,1-12 - Martedì della II settimana di Quaresima (27 febbraio 2024) - 

Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito”.

Il rimprovero che Gesù rivolge nella pagina del Vangelo di oggi riguarda tutti noi nella misura in cui passiamo il tempo a pontificare sulla vita degli altri senza capire che non ci viene chiesto di essere bravi con la vita altrui ma con i tentativi nella nostra. Troppo spesso infatti assumiamo l’atteggiamento di quei tifosi di calcio che sembrano avere la soluzione a tutti gli errori tecnici della loro squadra ma dimenticano che tra parlare e giocare c’è una grande differenza. Alcune volte il silenzio e la comprensione sarebbero più graditi dei consigli non richiesti.

Gesù però dice chiaramente che anche il nostro peggior nemico può dirci una cosa vera (“fatelo e osservatelo”) ma che l’unico argomento convincente è quello della testimonianza, diversamente non si è credibili (“ma non fate secondo le loro opere”). In questo senso nessuno si arroghi il diritto di ritenersi rabbì, padre/madre o maestro altrui. Certi ruoli nascono della credibilità che si vive non dalle autoproclamazioni. “Uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. (…) uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. (…) uno solo è il vostro Maestro, il Cristo”.

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26 febbraio 2024

 
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