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sabato 24 febbraio 2024
 

Certo che moriremo, ma non per sempre. È questa la sconfitta del male

Lc 21,12-19 - Mercoledì della XXXIV settimana del TO (29 novembre 2023) - 

“Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza”.

L’associazione che fa Gesù tra persecuzione e testimonianza ci fa riflettere su un binomio che molto spesso trascuriamo nella nostra vita. Quando pensiamo alla persecuzione non dobbiamo pensare solo a quella che nasce a causa della nostra fede, ma a tutte quelle circostanze della vita che ci ostacolano, ci fanno da muro, mettono in discussione la nostra libertà, la nostra serenità, la nostra salute, i nostri amori, le nostre speranze. Il male usa le fatiche della vita per convincerci che non siamo amati e che Dio non esiste. Gesù ci insegna invece che la vera santità la si vede soprattutto quando le cose vanno male e non quando le cose vanno bene.

È infatti dal modo con cui affrontiamo i problemi che si rivela pienamente il cammino interiore che abbiamo fatto. Qualche anno fa una nota pubblicità chiosava il proprio annuncio con questa frase: “sono le situazioni difficili che rendono le persone straordinarie”. Ma inconsapevolmente coloro che hanno pensato a quello spot hanno preso il nucleo centrale della santità cristiana. In questo senso possiamo certamente pregare che il Signore ci liberi sempre dal male, ma quando il male diventa inevitabile possiamo chiedere al Signore di far risplendere in noi sempre più chiaramente il fatto di essere figli Suoi, e proprio per questo poter schiacciare e vincere ogni avversità, morte compresa.

Quindi significa che non moriremo? Certo che moriremo, ma non per sempre. È questa la sconfitta del male

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28 novembre 2023

 
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