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martedì 23 aprile 2024
 

La missione della Chiesa è indicare Gesù

Gv 1,29-34 - Santissimo Nome di Gesù, Memoria fac. (3 gennaio 2024) - 

Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!»”.

Questa scena del Vangelo sembra volerci spiegare chiaramente in che cosa dovrebbe essere utile la Chiesa: nell’indicare Gesù. Una Chiesa che celebra sé stessa, che fa parlare solo di sé, che riduce la sua missione a un gioco mondano di partiti e preferenze non è la Chiesa come Gesù l’ha sognata. La vera Chiesa è come Giovanni Battista: parla, predica ma alla fine indica chiaramente Gesù spiegando che tutta la missione è in quel dito indicativo con cui in tutta la storia dell’arte è stato rappresentato il Battista.

Ciò significa fondamentalmente diverse cose. La prima è che esiste una predicazione che sa scavare uno spazio nei cuori delle persone affinché possa esserci posto per Dio. Una predicazione che prepara la conversione attraverso la nascita del desiderio di vivere diversamente. Le parole del Battista fanno breccia nel cuore di tutti perché intercettano un fuoco nascosto sotto la cenere. Sono parole a volte dure ma mai parole violente che fanno del male. Sono un po’ come gli scossoni che qualcuno ti dà affinché tu non prenda sonno nel momento più delicato della tua vita. In questo senso Giovanni non ha mai avuto paura di dire la verità anche se essa gli avrebbe creato problemi con i potenti. L’ultimo schiavo davanti ai suoi occhi valeva tanto quanto il re Erode. Nessuno ha amato Erode come Giovanni perché è difficile essere re e avere qualcuno che ti dice le cose chiaramente.

Solitamente si fa una brutta fine e Giovanni fece appunto una brutta fine ma non smise di usare la Verità come modo per voler bene. Nessuno può indicarti Cristo se non dicendoti le cose come stanno anche se ciò è impopolare e fa male ai nostri equilibri precari. Non bisogna smettere di indicare Gesù, costi quel che costi.

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02 gennaio 2024

 
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