Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
sabato 15 giugno 2024
 

Dovremmo sempre avere il coraggio di leggere la nostra vita in filigrana con quella di Gesù

Gv 15,18-21 - Sabato della V settimana di Pasqua (4 maggio 2024) - 

 “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia”. Una fede che strizza l’occhio al mondo fino ad andarci d’accordo è il campanello d’allarme che dice che nel nostro modo di vivere il Vangelo è entrata la mentalità mondana. Per sua natura la fede è un corpo estraneo per il mondo. Infatti se la cultura contemporanea è tutta costruita sull’individualismo e sull’economia, in nessun modo il Vangelo può scendere a compromessi con una simile mentalità, e per questo automaticamente chi vive diversamente è guardato con sospetto o con disprezzo dalla maggioranza. Ma a nessuno piace sentirsi una voce fuori dal coro e così preferiamo adeguarci alla massa che testimoniare fino in fondo la diversità che ci ha insegnato Cristo. Allo stesso tempo è sempre pericoloso chi gode eccessivamente di questa diversità fino al punto da diventare un fanatico della fede. Sovente è a causa di certi fanatismi che il vangelo viene rifiutato e frainteso. In realtà dovremmo essere sempre molto umili, perché gli umili sono ostinati in ciò che considerano vero e non usano presunzione nel testimoniarlo. Senza questa umiltà avremo solo due alternative: o essere vigliacchi o diventare fanatici. A noi come antidoto è data la memoria di Gesù stesso: “Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato»”. Dovremmo sempre avere il coraggio di leggere la nostra vita in filigrana con quella di Gesù. In fondo ci chiamiamo cristiani perché siamo chiamati ad essere “altri Cristi”, e per questo nella storia di Gesù troviamo la nostra strada che è strada che non devia dalla Croce, ma conosciamo anche il nostro destino che è la vittoria della Resurrezione.

Vai alle LETTURE DEL GIORNO


03 maggio 2024

 
Pubblicità
Edicola San Paolo