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lunedì 15 aprile 2024
 

Fare "igiene del cuore" per vivere serenamente la nostra fede

Mc 7,14-23 - Mercoledì della V settimana del TO (7 febbraio 2024) - 

«Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo».

Il chiaro riferimento di Gesù, così come dirà qualche versetto più avanti, è al cuore dell’uomo. È esso infatti che decide davvero se qualcosa è pura o impura. Se bastasse stare attenti a ciò che c’è intorno a noi cadremmo nel grande inganno di dimenticare che ciò che qualifica un’azione non è semplicemente quell’azione, ma l’intenzione con cui la si compie. In questo senso bisognerebbe spalancare il grande tema dell’igiene del cuore. Finché non faremo pulizia dentro di noi, non potremmo in nessun modo vivere serenamente intorno a noi.

Non serve a nulla tenere sotto controllo il mondo intorno a noi se poi non sappiamo governare il nostro cuore. Il lento lavoro della vita spirituale ha a che fare proprio con un lavorio che giorno dopo giorno permetta allo Spirito di cambiare la direzione di fondo della nostra vita. Ed è nel cuore il luogo dove la direzione di fondo della nostra vita si gioca. Se si comincia a vivere così si comprende che le cadute sono sempre di due tipi: cadute che nascono dal tentativo di voler rimanere in piedi nel bene, e cadute che invece nascono dalla nostra malizia. Esternamente sembrano uguali, ma intrinsecamente sono agli antipodi. “Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo”.

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06 febbraio 2024

 
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