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giovedì 02 dicembre 2021
 
Libri, il buono e il cattivo Aggiornamenti rss Paolo Perazzolo
Responsabile del desk Cultura e spettacoli

Il figliol prodigo di Fabio Geda

Fabio Geda è nato nel 1972 a Torino, dove vive. Tra i suoi libri, "Nel mare ci sono i coccodrilli", storia di Enaiatollah Akbari, bambino afghano in fuga, è stata un grande successo.
Fabio Geda è nato nel 1972 a Torino, dove vive. Tra i suoi libri, "Nel mare ci sono i coccodrilli", storia di Enaiatollah Akbari, bambino afghano in fuga, è stata un grande successo.

Andrea, 37 anni, insegnante precario, dopo che la moglie non è riuscita a portare a termine la gravidanza, parte per New York. Il pretesto è la mostra che espone Il ritorno del figliol prodigo, capolavoro di Rembrandt.

Davanti al quadro, Andrea trascorre lunghe ore in contemplazione, entra nel quadro trasferendovi la propria vita, le ansie, le incomprensioni; si identifica ora nel padre, ora nel figlio minore, ora nel maggiore... Viene l’ora di tornare a casa, ma, a sorpresa, si ferma; e così farà più volte. La breve gita diventa una fuga. Vive una fase di profondo disorientamento, si lascia andare, non sa più chi è. In Italia la moglie e i conoscenti, dopo alcuni tentativi di ricerca, lo danno ormai per morto. 

Nella nuova realtà, Andrea cerca di ritrovare il filo della sua esistenza, un motivo per tornare o, forse, per restare per sempre. Ristabilisce un contatto con un vecchio amico della giovinezza, con cui aveva vissuto un'esperienza proprio a New York. In questo pellegrinaggio, incontra un’umanità semplice, dalla quale potrebbe ricavare risposte dense di significato sui suoi tormenti, se solo fosse capace di ascoltarle.

Per esempio, il custode del museo dove è esposto Rembrandt che, a forza di vederlo, gli diventa famigliare, gli regala questa preziosa testimonianza: «I miei figli faranno quello che potranno, quello che la vita gli offrirà. Ciò che posso mostrargli è come. Come fare le cose, come alzarsi e andare incontro al giorno che ogni mattina Dio ci srotola di fronte». Gente semplice, ma ancorata a valori saldi, abituata a conquistarsi a caro prezzo ogni briciola di benessere, sono anche i compagni dell'impresa di pulizie dove lavorerà, la famiglia cinese alla quale forse pensava di dare qualcosa, assistendo il figlio, ma dalla quale riceverà in realtà molto di più... 

Poi Andrea incontra la famiglia Patterson, normale nella sua stravaganza, sorretta da una fitta trama affettiva, nonostante l'abbandono del marito-padre. Della donna, Ary, si innamorerà, ricambiato; non meno intenso e delicato diventerà il legame per i due figli.

Quando sembra aver trovato pace con sé stesso, di nuovo fuggirà, per tornare dalla moglie, scoprendo che nulla è più com’era.
Questa volta, allora, dovrà conquistarsi a caro prezzo il ritorno a casa. E qui si apre quasi un parte nuova del romanzo, nel quale il protagonista affronta una durissima avventura, pur di tornare... a casa.

In Se la vita che salvi è la tua (Einaudi) Fabio Geda costruisce un personaggio moderno nella sua caotica ricerca di sé stesso e nell’inadeguatezza a riconoscere il fulcro della sua vita.
Ciascuna delle persone che incrocia nella fuga gli mostra, nella sua ordinarietà, il valore delle relazioni d’amore e il senso del saper stare con dignità dentro al proprio destino. Efficace è la descrizione del perdersi di Andrea, toccante il ritratto della famiglia Patterson, come pure dei personaggi minori, portatori di una sapienza esistenziale che egli ancora non ha raggiunto. 


05 agosto 2014

 
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