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martedì 28 giugno 2022
 

Medio Oriente o supernova?

Un siriano tra le macerie della sua casa ad Aleppo (Reuters).
Un siriano tra le macerie della sua casa ad Aleppo (Reuters).

E se il Medio Oriente andasse in pezzi? Non per modo di dire, ma nel senso letterale del termine. Diamo un'occhiata in giro. Per la Siria, sono molti ormai gli esperti che prevedono una lunga guerra di logoramente contro Assad al termine della quale il Paese potrebbe essere diviso più o meno in tre "cantoni": il Nord sotto il controllo del regime, l'Ovest egemonizzato dall'Hezbollah libanese, l'Est nelle mani dei guerriglieri di stampo più o meno qaedista. Crescono in proporzione le angosce di Israele.

Passiamo all'Iraq. Si avvicinano le elezioni politiche, previste per il 30 aprile. Un qualche compromesso si troverà per mantenere il governo centrale di Baghdad, ma tutti sanno che l'Iraq è nato dalla "fusione" (molto malriuscita, peraltro) di tre province: sciiti al Sud, sunniti al centro, curdi al Nord. La tentazione di tornare a dividersi non è mai morta e, anzi, negli ultimi tempi è tornata più che mai di moda. Soprattutto da quando il petrolio è tornato a zampillare, facendo gola per i proventi che può generare.

Libano:  il famoso Paese-calabrone (l'insetto che, secondo le leggi dell'aerodimanica, non potrebbe volare ma invece vola) ha sofferto, non molto termpo fa, di divisioni crudeli e sanguinosissime che oggi, sotto la spinta degli eventi siriani e del mai risolto conflitto con Israele, rischiano di ripetersi. L'ondata di attentati degli ultimi mesi ne è dimostrazione eloquente.

Egitto: i militari faticano ormai apertamente a controllare la penisola del Sinai, presa tra la ribellione delle tribù, i traffici oscuri dei gruppi criminali, le trame degli estremisti islamici e l'irrequietudine dei palestinesi di Gaza. Per finire con la Libia, dove le milizie (200-250 mila uomini in armi) ormai agiscono in modo autonomo, soprattutto riguardo alla spartizione delle risorse petrolifere, nell'impotenza del Governo centrale.

Come siamo finiti così? Forza degli eventi? Imprevidenza politica? il solito, infinito, inguaribile pasticcio mediorientale? Diciamo che il "divide et impera" torna alla mente con una certa prepotenza...

Questi e altri temi di esteri anche su fulvioscaglione.com

12 febbraio 2014

 
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