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sabato 13 aprile 2024
 
Libri, il buono e il cattivo Aggiornamenti rss Paolo Perazzolo
Responsabile del desk Cultura e spettacoli

Freccia, una vita oltre la linea di fondo

Che splendida metafora della vita è lo sport. Non a caso, letteratura e cinema si sono ispirate infinite volte alle passioni, alle competizioni e a quel mondo per tessere le loro storie. Lo stesso fa Claudio Grattacaso nel suo romanzo d'esordio, che fin dal titolo si annuncia con una metafora sportiva: La linea di fondo (Nutrimenti).

L'esistenza di Freccia è rotolata oltre la linea di fondo, sia perché la sua carriera è finita, sia perché i suoi affetti, i suoi sogni sembrano finiti in un vicolo cieco.
Era una grande promessa, un talento fuoi dal comune e tutto, all'origine, aveva imboccato la direzione giusta: i primi passi nel calcio che conta, l'affermazione e il successo, da una parte, il matrimonio con Barbara, la ragazza di cui si era innamorato quand'era ancora ragazzino, dall'altra.

Poi, una serie di maledizioni: un difensore maldestro che gli squarcia il polpaccio e, con quello, l'ascesa professionale; il coinvolgimento, suo malgrado, nel brutto affare del calcioscommesse; il rapporto con la moglie e la pur amata figlia che s'incrina... Sembra quaqsi che Freccia debba scontare una sorta di peccato originale, che misteriosamente lega il suo destino a quello della moglie. Forse ha a che fare con quella dannata partita al campetto, quando Sfilatino, fratello di Barbara e compagno di giochi di Freccia...

Classe 1962, di Salerno, insegnante, con La linea di fondo Grattacaso ha ottenuto una segnalazione dal comitato di lettura del Premio Italo Calvino del 2013. Tolta qualche lieve incertezza, il romanzo funziona bene e l'autore riesce a orchestrare personaggi e situazioni. Fino ad offrire al suo campione fallito una consapevolezza che apre a nuove possibilità...


18 marzo 2014

 
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