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venerdì 18 settembre 2020
 
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Gli incontri di Gesù. I nostri incontri!

Paolo Curtaz attraverso un linguaggio accessibile e semplice, proponendo un'esegesi spirituale che aiuti i cercatori di Dio ad avvicinarsi alla fede con obiettività e passione. Il volume Gesù incontra propone un commento ai vangeli dove analizza alcuni degli incontri di Gesù (la samaritana, Nicodemo, il giovane ricco, Zaccheo) per trovare dentro i racconti le dinamiche che possono coinvolgere anche l'uomo contemporaneo e aprirlo al discepolato.

Per voi un estratto del libro Gesù incontra. Scarica gratuitamente il libro su chiesaviva

Nessuno ti ha condannata? L’adultera (Gv 8,1-11)

La pagina dell’adultera è una delle più imbarazzanti e discusse dell’intero vangelo. Talmente imbarazzante che, nei primi secoli, si evitava accuratamente di inserirla nei vangeli ufficiali. Sì, avete capito bene: arrivati a questo episodio i copisti, semplicemente, evitavano di trascriverlo. Così scopriamo che il racconto non è presente nei più antichi manoscritti dei vangeli.

Allora, penserete voi, è un testo tardivo, simile ai vangeli apocrifi tanto simpatici quanto poco fedeli alla predicazione primitiva degli apostoli! Macché: lo stile, i termini, la costruzione sintattica convincono la stragrande maggioranza degli esegeti a considerarlo antico quanto i sinottici. Nello stile assomiglia più a Luca che a Giovanni e non sappiamo perché sia finito maldestramente nell’opera del quarto evangelista...

Tant’è: pur essendo un testo problematico, di fatto è diventato uno dei brani più commentati nella storia della Chiesa.

Perché, allora, ha subìto così tanto ostruzionismo nei primi secoli? Perché è troppo scandaloso, semplicemente.

È sant’Agostino che ci fornisce una chiave interpretativa della “dimenticanza”: molti ritenevano che quell’adultera perdonata senza pentimento e senza condizioni rischiasse di diventare un modello negativo per i cristiani.

E per le mogli, aggiungo io.

La disciplina morale dei primi cristiani era talmente esigente – c’era un solo perdono dei peccati, quello che avveniva per mezzo del battesimo – che la misericordia di Gesù appariva eccessiva anche ai primi devotissimi e ferventi discepoli.

Censura preventiva, diremmo noi.

Ma il testo è stato accolto come autentico dalle successive generazioni ed è assolutamente lineare col Gesù consegnatoci dagli evangelisti: leggermente eccessivo. Al punto da scandalizzare anche i suoi discepoli più fedeli. Senza farsene problema.

Al tempio

Gesù andò sul monte degli Ulivi. Di buon mattino si presentò di nuovo al tempio e tutto il popolo accorreva a lui e, sedutosi, li istruiva.

Il fattaccio avviene al tempio.

Proprio quel tempio che Erode il Grande aveva iniziato a restaurare, una ventina d’anni prima della nascita di Cristo, e di cui sono ancora in corso i lavori mentre Gesù lo frequenta. Lavori che termineranno poco dopo il 60, una decina d’anni prima di venire definitivamente bruciato e distrutto dalle truppe romane.

Sic transit gloria mundi...

Gesù va al tempio per pregare e insegnare. A volte anche per fare polemica e arrabbiarsi. Non snobba il tempio, nonostante gli evidenti limiti di chi lo gestisce. La rinascita del tempio è stata la più strategica e abile mossa politica compiuta da Erode, un re mezzosangue inviso agli ebrei che riesce pure a fare ciò che i suoi predecessori, per sei secoli, non erano riusciti a fare: riportare allo splendore originario il tempio di Salomone.

Anzi: lo ha ingrandito a dismisura e abbellito fino a farlo diventare una delle meraviglie dell’antichità. Questo ha significato, fra le altre cose, dare lavoro a diecimila operai per decenni e riportare Gerusalemme, sperduta fra le colline del Sud, allo splendore del passato, facendola diventare la capitale religiosa del popolo. Centinaia di migliaia di pellegrini vi salivano ogni anno, facendo girare l’economia come non accadeva da secoli.

Ma anche la classe sacerdotale è rinata: dopo secoli di inattività il culto ha ripreso a funzionare a pieno regime. La tribù dei leviti, chiamati a presiedere i sacrifici, ha acquisito importanza: i capi dei sacerdoti, quasi tutti di provenienza aristocratica, controllano il fiorente mercato degli animali destinati al sacrificio. Non sempre con criteri di equità e giustizia... Il tempio ruota intorno a un’organizzazione potente che impressiona e suggestiona il popolo, soggetto alle prescrizioni sacerdotali e succube delle loro non sempre esemplari decisioni.

Gesù frequenta il tempio e lo usa per parlare di Dio. Non lo snobba, non costruisce un tempio spirituale alternativo. Non fa l’anarchico che si scaglia contro il potere, non pensa che la fede sia evento privato e che ogni tentativo di strutturare una religione sia un sopruso, non propone una rivoluzione ma la conversione. Atteggiamento più impegnativo e destabilizzante! Da dentro cambia l’idea di Dio e della preghiera, della fedeltà e dell’osservanza delle norme che riporta alla loro origine, depurandole dalle tante tradizioni degli uomini, come ama chiamarle. Insegna nel tempio: anche nei nostri stanchi templi!

Personalmente non credo molto alle Chiese alternative o ai profeti infuocati che spaccano tutto. Lasciamo a Gesù ribaltare i tavoli. Noi possiamo ribaltare i cuori. A partire dal nostro. Poi, certo, cerchiamo la coerenza, lottiamo per la verità, ma senza mai scordare la misericordia. Gesù ama sporcarsi le mani con i peccatori, scandalizzando i benpensanti. Ma anche con chi immagina sempre di essere migliore degli altri cristiani incoerenti e tiepidi. Ed è nel tempio che accade il fattaccio.

Scarica gratis il libro di Paolo Curtaz, Gesù incontra su www.famigliacristiana.it/chiesaviva

 


21 aprile 2020

 
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