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mercoledì 29 maggio 2024
 

Bagnasco: la vita è una melodia a quattro mani, le mie e quelle di Gesù

Il cardinal Angelo Bagnasco nella sua catechesi ha parlato di misericordia, come atto verso se stessi in primo luogo e verso gli altri di conseguenza. «Solo chi ha ricevuto misericordia può essere misericordioso» ha ricordato ai giovani presenti  l'arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana. Un invito alla riflessione quindi, all'esame di coscienza nel silenzio e nella solitudine, positivi per una crescita personale: solo riconoscendo i propri sbagli e sentendo la misericordia divina possiamo comprendere e perdonare gli altri.

La nostra vita è una melodia da suonare a quattro mani: le nostre e quelle del Signore. Possiamo anche sbagliare qualche nota, ma Egli ci mostrerà la sua infinita misericordia. A proposito di autoanalisi e accettazione il cardinale ricorda che non sono i nostri genitori ad aver voluto proprio noi così come siamo, ma Dio, con i nostri difetti ma con la possibilità di migliorarci.

Riguardo al rapporto dei giovani con i social media, tema che a noi del social team preme molto, cardinale Bagnasco ha precisato: «stare connessi non vuol dire essere in relazione”. La conoscenza deve passare attraverso il contatto. I falsi miti che ci spingono a stare sempre connessi sono illusori, non vanno ascoltati. Il tempo per il silenzio è necessario per migliorarsi e coltivare le relazioni. La fragilità dei giovani sta nella difficoltà di vivere situazioni e relazioni, proprio per questo i giovani nella Chiesa devono sentirsi a casa, come in famiglia, e poter intessere relazioni autentiche. Il cardinale ha invitato le nuove generazioni ad essere forti e ad avere il coraggio di andare contro corrente.

Ciò che si coglie da brevi interviste all’uscita dalla catechesi rispecchia con fedeltà il pensiero del cardinale Bagnasco. Anche i giovani concordano che i network devono essere solo un mezzo e non l’unico luogo dell’incontro vero e proprio.

Chiara Piaia


30 luglio 2016

 
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