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lunedì 25 ottobre 2021
 

Google Glass, il futuro in sala operatoria

Guardate il video che alleghiamo qui sotto. I protagonisti sono due: innanzitutto la dottoressa Patrizia Presbitero, 65 anni, cardiologa, dal 1997 responsabile dell'Unità Operativa di cardiologia invasiva dell'Ospedale "Humanitas" di Rozzano, provincia di Milano. E poi al centro dell'attenzione ci sono loro, i Google Glass, la punta più avanzata della tecnologia cosiddetta "indossabile" sviluppata dall'azienda di Mountain View, gli "occhiali" del futuro che sbarcheranno anche in Italia, con i quali potremo scattare foto, fare video, utilizzare il navigatore, mandare messaggi e e-mail, telefonare, giocare, tradurre e molto altro, solo sfiorando gli occhiali, e liberandoci persino della tastiera, quindi superando anche i nostri già pur evoluti smartphone. Bene: la passione e la facilità con cui la dottoressa Presbitero maneggia i Google Glass ci fa capire quanto le nuove tecnologie digitali possano anche servire in concreto alla nostra vita, non solo giocattoli più o meno funzionali, ma device di estrema utilità pratica in certe professioni. Infatti, qui i Google Glass, sono stati testati per la prima volta in Italia dai medici dell’ospedale di Rozzano come strumento di formazione durante un corso di Emodinamica e Cardiologia interventista: da una parte gli specialisti che assistono all’intervento in diretta in una sala training, dall’altra il chirurgo che opera e trasmette, grazie a comandi vocali, quello che osserva attraverso gli occhiali che indossa.

Ma dopo la "prima" tecnologica dei Google Glass all'Ospedale Humanitas - resa possibile anche da Rokivo e Vidiemme, due aziende specializzate nello sviluppo tecnologico che, per prime, hanno portato in Italia i prototipi degli occhiali di Google,e investito in progetti innovativi - è interessante soffermarsi sugli scenari futur, su come cambierà la pratica clinica grazie a queste tecnologie digitali di frontiera. In situazioni di emergenza o in caso di applicazione di procedure particolarmente complesse, i Google Glass potranno essere utilizzati per assistere i professionisti coinvolti. Gli anestesisti, ad esempio, potrebbero beneficiare dell’utilizzo dei Glass durante un intervento rianimatorio per avere una visione, ancor prima di arrivare sullo scenario operativo, in tempo reale, dei parametri vitali (battito cardiaco, pressione e saturazione) del paziente e consultare, attraverso comandi vocali, la cartella di anamnesi, il risultato degli esami ed eventuali rilievi obiettivi del personale sanitario già attivato.

Infine, i Google Glass, possono essere un’importante strumento per l’interazione fra chirurghi che si trovano impegnati in sale operatorie sempre più “integrate” da più tecnologie: è pensabile che sia sempre meglio fruibile il patrimonio delle informazioni, senza dover interferire sul lavoro dedicato direttamente al paziente. «Il chirurgo, durante l’intervento», spiega Michele Lagioia, Direttore Sanitario di Presidio di Humanitas, «si troverà facilitato nella consultazione delle informazioni relative al paziente grazie ai dati proiettati sulle lenti dei Glass che gli permettono anche di concentrare maggiormente l’attenzione su alcuni parametri, ritenuti in quel momento di particolare aiuto».

Non solo: come spiega Giulio Caperdoni di Vidiemme Consulting, per la loro natura di wearable device, cioè di tecnologia da indossare, «i Google Glass si prestano per un utilizzo hands-free, che lascia libere le mani, non ingombrante e rapidamente attivabile ove necessario. Lo strumento risponde a comandi vocali o impartiti tramite un semplice gesto sul touchpad della stanghetta destra per la consultazione di dati e informazioni. Dunque, gli occhiali di Google possono essere efficaci per rendere disponibili i dati del paziente prima, dopo e durante l’operazione. Le informazioni, fruibili con immediatezza, permettono al chirurgo di prendere decisioni più tempestive e la modalità di interrogazione vocale evita di contaminare la scena operatoria».

I Google Glass sono equipaggiati con una telecamera da 5 megapixel che permette sia di registrare video sia di condividere la propria visuale in tempo reale, cioè la prospettiva che si ha davanti, un microfono con riconoscimento vocale, un sistema di audio a trasduzione ossea, un giroscopio, sensori di prossimità, un accelerometro e un magnetometro. Arriveranno anche in Italia, anche se per ora non si sa ancora nulla sui prezzi. Si portano dietro, come insegna l'esperienza degli Stati Uniti dove sono già disponibili, un sacco di problemi di ordine legale, perché mettono in discussione leggi e abitudini sociali, proprietà intellettuale e sicurezza, tanto che in America, come raccontato dal quotidiano La Stampa, cresce il numero di aggressioni a chi li indossa in luoghi pubblici: infatti con i Google Glass è possibile filmare qualcuno che sta davanti a noi senza che neppure se ne accorga, visto che non c'è neppure bisogno di fare il gesto di alzare lo smartphone e di inquadrare: l'inquadratura, con i Google Glass, è la nostra ripresa soggettiva, è esattamente ciò che vediamo noi stessi che li indossiamo. Oppure, con i Glass, è possibile entrare alla prima di un film e registrarlo interamente. Dunque, sollevano e solleveranno questioni legate alla privacy e alla gestione dei diritti commerciali. Tuttavia, la strada aperta dall'Ospedale Humanitas dimostra che la tecnologia, anche quella più avanzata, è neutra. E possiamo usarla per progredire, per la nostra evoluzione. E non solo, come spesso accade, per la nostra INVOLUZIONE.


30 aprile 2014

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