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domenica 25 settembre 2022
 

Haydn: musica per contemplare la Croce

Se noi fossimo chiamati a raccontare la storia della musica secondo la logica del nostro tempo potremmo dire che Le Ultime Sette Parole di Cristo Sulla Croce di Haydn sono uno dei più grandi successi di ogni tempo. Un successo che ha spinto il sommo autore ad approntare diverse versioni del suo capolavoro, anche per musicisti dilettanti. Ma la definizione farebbe passare in secondo piano la dimensione più intima, riuscita, coinvolgente della partitura del sommo Haydn: l’ispirazione religiosa. Perché poche altre pagine sono nate per essere non ascoltate ma “vissute” dai fedeli come Le Ultime Sette Parole di Cristo Sulla Croce. La musica, sempre profonda e drammatica, è infatti una meditazione che si intercala alla lettura (effettuata dal sacerdote) delle frasi pronunciate dal Cristo sulla Croce. Non è “spettacolo”, non è “concerto”: ma è silenzio, preghiera, contemplazione. Che la storia della musica ha poi di prepotenza inserito nel più eseguito repertorio, grazie ad un valore musicale che si mantiene altissimo dalla prima all’ultima battuta.



Dall’Introduzione:



allo sconvolgente “Terremoto” finale, metafora dell’uomo rimasto solo per la morte del Cristo.



Giorgio Vitali


26 marzo 2013

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