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domenica 25 settembre 2022
 

I campioni del calcio contro i cattivi esempi

C’è una categoria di lavoratori che se ne frega della crisi economica. Anche il gioco del calcio, come il sistema politico, è diventato fine a sé stesso. Gli interessi e i soldi prevalgono su tutto: spettacolo e cuore. Lo sport non si ferma davanti a nulla. È come una droga, che costringe i Tg a occuparsene anche quando gravi sciagure affliiggono il mondo, come un terremoto con migliaia di vittime o la morte in mare di centinaia di immigrati che scappano dalla guerra. Chi guadagna milioni di euro, tirando quattro calci al pallone, non si preoccupa della miseria di chi fa fatica a vivere. Nulla li tocca. Anche se gli stadi si svuotano per violenza e razzismo. Tutto ciò mentre lo Stato bada più alla sicurezza del calcio che dei cittadini.
FRANCO M. - Lucca

La fotografia del calcio in Italia sta tutta nelle parole dell’allenatore Massimiliano Allegri dopo i disordini e le violenze che hanno contrassegnato il derby tra la Juventus e il Torino: «Va messa una mano sulla coscienza e fare in modo che i bambini tornino allo stadio, perché portarli ora sarebbe da folli. Ne va del calcio, ma anche del Paese Italia». Un bagno di realismo farebbe bene a tutto lo sport e ai suoi protagonisti, che sembrano vivere in un mondo dorato e irreale, lontano dai problemi della gente comune. Per fortuna, ci sono altri esempi che riscattano la cattiva fama dei calciatori avidi di soldi e insensibili ai problemi sociali. Uno di questi è Javier Zanetti, un vero campione sui campi di calcio e, da sempre, nella solidarietà.


13 maggio 2015

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