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venerdì 05 giugno 2020
 

I cristiani, testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo

L’uomo di oggi, che vuole riflettere sulla realtà e rendersi conto dei problemi esistenziali e più profondi del suo essere, si chiede chi sia e che cosa rappresenti per lui Gesù di Nazareth. Gesù è certamente un personaggio storico, che circa duemila anni fa ha operato in Palestina e ha lasciato un grande messaggio di amore e di fratellanza. Il suo messaggio è stato accolto dai seguaci e trascritto nei quattro Vangeli, negli Atti degli apostoli, nelle Lettere di Paolo e di altri apostoli, nel libro dell’Apocalisse. A noi moderni preme sapere se il messaggio iniziale sia ancora valido oggi. Allora è compito di ciascun cristiano e delle varie comunità renderlo attuale, nella vita concreta di ogni giorno. Se vogliamo presentare anche ai non credenti la realtà di Cristo morto e risorto, dobbiamo non tanto predicare e pronunciare bei discorsi o dimostrazioni e discussioni, quanto vivere una vita piena di interessi, di amore, di creatività; mostrare un volto luminoso e un atteggiamento positivo nei confronti della stessa vita e degli altri; prodigarci affinché nei comportamenti e nelle leggi sia presente questo anelito di fraternità, di uguaglianza, di rispetto, di amore, soprattutto per i più poveri, per i diseredati, per gli anziani, per i deboli. Anche molti non credenti lavorano e lottano per la giustizia e la fratellanza: allora credenti e non credenti, insieme, dobbiamo impegnarci per la costruzione di un mondo più giusto. E Gesù Cristo? Per la fede egli è presente in spirito, ma realmente, nella storia dell’umanità e possiamo riconoscerlo sacramentalmente, cioè attraverso dei segni. Se due persone si amano, si aiutano a vicenda, superando i loro egoismi, questo è un segno della presenza di Cristo. Se gli uomini sognano e progettano nuovi sistemi economici, basati sull’aiuto al terzo mondo, sulla rinascita dei popoli oppressi dalla fame, dalla guerra, dalle malattie, questo è il segno dell’amore di Cristo presente nell’animo di ogni uomo, e della forza del suo messaggio, che riesce a sconvolgere situazioni di sofferenza, a svegliare popolazioni inermi, a suscitare uomini generosi e profeti. Ora, tralasciamo le discussioni su come sarà l’esistenza oltre la morte. Quello che conta, e che il Cristo vuole, è una trasformazione reale di questa nostra vita terrena: la vita di ogni giorno può essere resa trascendente, cioè non più banale ed egoista, ma piena d’amore. Questa è la vita eterna. Comincia su questa terra, negli atti e negli atteggiamenti di ogni giorno, nei rapporti con gli altri, nei gesti di amore, e durerà per sempre, oltre la morte terrena.

MICHELE DICANIO - Massafra (Ta)


27 agosto 2019

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