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mercoledì 29 maggio 2024
 
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Cardinale arcivescovo e biblista

I proverbi della famiglia

Scena galante - Dipinto di Joseph Marie Vien  (1716-1809). Parigi,  Museo del Louvre.
Scena galante - Dipinto di Joseph Marie Vien (1716-1809). Parigi, Museo del Louvre.

I lettori che ci seguono in questa rubrica che ha al centro la famiglia sanno che abbiamo proposto finora come trama per un approfondimento biblico il Lezionario della liturgia nuziale, commentandolo integralmente. La Bibbia però è ricchissima di vicende legate alla vita familiare, così abbiamo pensato di selezionarne alcune, non considerate dal Lezionario, in maniera molto libera, senza procedere passando da un libro biblico. Saranno, perciò, squarci di esperienze diverse che ci aiutano, però, a comprendere anche la quotidianità attuale entro cui le nostre famiglie sono immerse.

Cominciamo con un esercizio curioso sul libro dei Proverbi: in molte sue parti è simile a un manuale per organizzare l’esistenza in chiave etica, spirituale ma anche semplicemente “umana”, come è tipico della letteratura sapienziale a cui l’opera appartiene. Infatti si trattano argomenti come l’allegria, l’amicizia, l’amore, l’avarizia, la bellezza, la bontà, la calunnia, la carità, la chiacchiera, la corruzione, il cuore... e così via, tanto per stare a temi legati solo alle nostre prime tre lettere dell’alfabeto.

                Proviamo a cercare, allora, qualche battuta sulla famiglia. Il ritratto più suggestivo è nella pagina finale che avremo occasione di commentare in futuro (31,10-31): protagonista è la madre, una vera “signora” che governa la stessa economia familiare. Naturalmente la donna è al centro di molti aforismi, non di rado con una punta di misoginia, legata alla cultura maschilista dell’antico vicino Oriente in cui la Bibbia è “incarnata”. Così, se «la donna perfetta è la corona del marito..., edifica la sua casa... e più prezioso delle perle è il suo valore» (12,4; 14,1; 31,10), è anche vero che può essere superficiale e immorale come «la donna adultera che mangia, si pulisce la bocca e dice: Non ho fatto nulla di male» (30,20).

«Le labbra dell’adultera stillano miele e i suoi baci sono più viscidi dell’olio, ma alla fine è amara come l’assenzio... Una donna bella senza cervello è come un anello d’oro al naso di un maiale... Una donna svergognata è come un cancro nelle sue ossa» (5,3-4; 11,22; 12,4). Sono però colpiti anche i maschi che vanno dalle adultere e dalle prostitute: si leggano i vivacissimi quadretti dei cc. 5 e 7. Subentrano poi i figli che già allora non davano molte soddisfazioni. Certo, ci sono «i figli saggi che fanno contenti il padre..., ne ascoltano i consigli... e sono la gioia dei loro genitori» (10,1; 13,1; 15,20). Ma c’è anche «il figlio stupido che è una sciagura per suo padre e una disgrazia per i genitori..., un tormento per suo padre e amarezza per sua madre» (19,13; 17,21.25). È per questo che la pedagogia dei Proverbi è piuttosto sbrigativa: «Chi non usa il bastone per suo figlio, non lo ama; chi lo ama è pronto a correggerlo» (13,24).

In tempi di permissivismo e assenza dei genitori nell’opera educativa, un fondo di verità è da riconoscere anche a questi moniti sapienziali. Concludiamo con una piccola nota sui nonni, una presenza molto significativa nella Bibbia: «Corona dei vecchi sono i figli dei figli e onore dei figli i loro padri» (17,6).



21 agosto 2015

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