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martedì 28 giugno 2022
 

Il disprezzo per il pudore

Sono una cinquantenne, insegnante, sposata con due figli, cattolica praticante, abbonata a Famiglia Cristiana, e lettrice da quand’ero bambina. Pochi giorni fa, ho letto l’intervista a una delle escort che si sono arricchite “vendendosi” il corpo. Di fronte a tanto degrado, dove sono gli organizzatori del Family Day? Non si rendono conto di quanto sia pericoloso il messaggio che tutto è in vendita, tutto si può comprare? Paradossalmente, leggi contro la famiglia tipo Pacs e Dico forse non avrebbero portato un tale sovvertimento di valori nella società, come sta avvenendo con questi stili di vita sfacciatamente immorali. Sono disgustata. Ritengo che la Chiesa non possa tacere.

Giovanna C. - Reggio Emilia

Dalla Chiesa, a dire il vero, non sono mancate parole di verità. Anche forti. Rammento l’omelia di monsignor Mariano Crociata, nel luglio del 2009, per la festa di santa Maria Goretti: «Qui non è in gioco un moralismo d’altri tempi», disse il segretario della Cei, «è in pericolo il bene stesso dell’uomo. Assistiamo a un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria… salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere». Parole “profetiche”. Purtroppo, una voce quasi isolata in un coro per lo più muto. Hanno scalfito, ma non inciso come avrebbero dovuto. Forse, c’è ancora qualche “prudenza diplomatica” di troppo.

D.A.


24 settembre 2011

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