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martedì 16 agosto 2022
 

«Quei No Vax nelle terapie intensive stravolgono il giuramento di Ippocrate»

Tra i tormenti che il Covid-19 ci ha inflitto vi è un grosso dilemma che investe i medici: curare prioritariamente un ammalato grave ma vaccinato o un ammalato che abbia scelto di non vaccinarsi? È chiaro che ognuno, bisognoso di cure, ne abbia diritto come altri. Ma se le terapie intensive sono intasate di no-vax, il giuramento di Ippocrate viene stravolto a loro favore. Tale vantaggio è ingiusto e da contrastare. Perché la scelta di rifiutare quella sicura tutela scientifica che è la vaccinazione è diventata una scelta politica in cui si è giunti a ipotizzare una lesione del diritto di libertà, ma nessuno dei no-vax ha pensato alla libertà di chi, sano, rischia di essere contagiato da chi ha rifiutato il vaccino. Essere un no-vax non è delittuoso, ma è una negligenza di cui non si può far pagare il prezzo agli altri.

EDGARDO GRILLO

In poche righe esponi problemi di grande importanza. La scelta di chi curare per primo, che vale sempre in situazioni di emergenza, non solo per il Covid. Sta al medico e alla sua coscienza, alla sua responsabilità, specie quando mancano disposizioni precise, prendere una decisione per ottenere il massimo bene possibile. Sarebbe bene aiutare i sanitari che si trovano davanti a dilemmi simili con grande senso di responsabilità. Nel caso specifico vaccinandosi, nono-stante timori e dubbi in merito. D’altra parte la libertà non può essere assoluta, ma deve confrontarsi con la libertà degli altri. In fondo, solo l’amore rende veramente liberi.


28 gennaio 2022

 
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