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venerdì 03 dicembre 2021
 

Il mondo che vorrei per i miei nipoti

Sono un nonno settantenne, con tanta voglia di vivere con serenità e trasmettere questa gioia alle persone che incontro. Lo faccio e continuerò a farlo anche in questo momento di crisi, che non è solo economico, ma di valori. In Italia è difficile essere allegri, sembra quasi che non ci siano alternative al caos. Da tempo la nostra bella Italia vive in una sorta di anarchia. Tutti, dall’operaio all’imprenditore, ne approfittano per farsi i propri interessi. Spesso dimentichiamo che lo Stato siamo noi. Oggi, ciascuno incolpa l’altro, ma siamo tutti colpevoli. In questi anni, i politici, ma anche i sindacati, non sono stati un bell’esempio per i nostri giovani. Anche la Chiesa, talora, si è fatta imbrigliare in questo stato di cose. Papa Francesco, invece, con un coraggio che solo la fede in Gesù può dargli, denuncia la fragilità dell’uomo e della società che vogliono fare a meno di Dio. Io prego continuamente perché Gesù lo mantenga sano e l’assista nella sua missione. Dobbiamo riscoprire il valore della coscienza, il gusto di essere cristiani e testimoni gioiosi della nostra fede, non solo in chiesa, ma pure in famiglia, nel mondo del lavoro, nello sport, nella scuola, per strada e nelle piazze. Anche a rischio di non essere compresi o d’essere derisi. Infine, ai giovani dico: se vi allontanate da Gesù, non sapete quel che vi perdete. Con lui vicino potrete superare qualsiasi difficoltà e vivere momenti di grande gioia. Sentirete il sapore della vera libertà e vedrete le bellezze di questo mondo, che oggi, purtroppo, stiamo distruggendo. Riflettiamo e meditiamo sul Vangelo e sugli insegnamenti di Gesù: non è tempo perso.

DIANO

Ce n’è per tutti, caro Diano, nella tua reprimenda, con il rischio di fare di tutta l’erba un fascio, come dice il proverbio. Ma c’è anche tanta verità, a cominciare dalla crisi di questi tempi, che non è solo economica, ma soprattutto di valori e stili di vita. Una società che rincorre il successo, l’apparire e che si chiude in sé stessa, a difesa del proprio egoismo, difficilmente potrà trovare meccanismi virtuosi per uscire dalla crisi e far ripartire il Paese. Oggi, il vero problema è l’assenza di etica a ogni livello, sia privato sia pubblico. E anche voler espellere Dio dalla società, come fosse qualcosa di arcaico, legato a tempi passati, non rende il mondo migliore. Anzi, lo smarrimento generale di cui tutti siamo vittime è prova lampante del contrario. Certo, l’avvento di papa Francesco ha portato una ventata di aria fresca e di speranza non solo nella Chiesa, ma anche tra i non credenti. Speriamo sia segno di un rinsavimento che parta dall’etica e dal rispetto della legalità.


20 febbraio 2014

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