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venerdì 27 gennaio 2023
 

Il rispetto per le donne è una questione che coinvolge tutti

Caro direttore, continuano le uccisioni e le violenze sulle donne in Italia. In queste violenze fisiche e negli abusi sulle donne ci sono situazioni di sofferenza, infelicità, insoddisfazione, solitudine, tradimenti, incomprensioni. E spesso non si sa quale di queste sofferenze, se quella fisica o quella interiore, sia la più grave. Ci sono anche donne vittime della violenza di guerre e dell’arroganza e ragazze sottomesse, vendute e avviate alla prostituzione. Per non parlare di quelle violentate nelle mura domestiche che nessuno denuncia.Speriamo che ritrovino fiducia e speranza e che possano vivere una vita serena. Le donne sono le nostre mamme, le nostre nonne, le nostre mogli, le nostre figlie, le nostre compagne. CAV. ANTONIO GUARNIERI

Caro Antonio, la tua lettera richiama una piaga sociale che ha radici profonde, la mancanza di rispetto verso le donne, che a volte trascende nell’omicidio. Se, però, è spesso solo il femminicidio a conquistare il triste “onore” delle cronache, dobbiamo interrogarci anche su tutte le altre forme di aggressività, meno osservabili perché più private ma non meno omicide, che vìolano la coscienza, la mente, il cuore e il corpo delle donne. Molto della soluzione risiede nell’educazione dei figli maschi a governare e gestire le emozioni negative e frustranti, a volte inevitabili nel rapporto amoroso.

Abituare fin da piccoli al “tutto e subito” non aiuta certo i futuri adulti a esercitare la cara vecchia virtù della temperanza, che ha come ingredienti la pazienza e la resilienza. Aiutano le donne a rischio violenza anche le reti sociali (amicizie, conoscenze, parenti, vicini, colleghi, ecc.), che possono essere il paracadute per evitare che le situazioni degenerino. Siamo tutti chiamati a costruire una società dove del rispetto della donna non si debba nemmeno più parlare perché ormai fatto normale e scontato


19 gennaio 2023

 
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