logo san paolo
sabato 02 luglio 2022
 
Lo sport... in Famiglia Aggiornamenti rss Carlo Nesti
Giornalista e scrittore

In tutti gli stadi italiani, è stata suonata la “Marsigliese”

Tenendo conto che c’è sempre stata una grande rivalità sportiva fra Italia e Francia, è stato bellissimo sentire suonare, ed anche cantare, senza fischi, la “Marsigliese”. Significa che la cultura dello sport, se vengono interpretati i suoi valori più educativi, diventa una ricchezza per tutti.
Italiani e francesi avversari, e mai nemici, finché si è in campo, ma assolutamente amici e fratelli, dinanzi ad una lotta come questa. Lo sport, infatti, divide solo per la durata di una partita, e per il resto unisce in una grande festa, che deve restare festa, lontano anche dai suoi fantasmi interni, costituiti dal teppismo di matrice ultras. Mi spiace solo per quanto avvenuto a Verona, ma poteva accadere anche altrove.

Non ha senso, prima, essere tutti uniti nel cantare l’inno francese, come espressione dell’abbattimento di qualsiasi confine fra noi europei, e poi, fischiare Insigne, o invocare, vergognosamente, il Vesuvio, come se esistesse, invece, un confine fra Napoli e il resto d’Italia.
Equivale ad aprire la bocca, senza azionare il cervello, e il cuore, sdoppiarsi, e diventare ridicoli nella propria incoerenza. Per fortuna, è stato solo un caso isolato, ma insegna ancora una volta come l’innalzamento dei toni, nel calcio italiano, generi delle abitudini mostruose da cancellare


27 novembre 2015

 
Pubblicità
Edicola San Paolo