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venerdì 12 agosto 2022
 

Italia cattolica, ma corrotta?

Sto riflettendo sulla nostra povera Italia, e mi chiedo come abbia potuto degenerare a tal punto da essere peggiore di tanti Paesi europei, che non hanno la nostra cultura cattolica. Da noi non c’è legalità, l’evasione fiscale è diffusa, l’individualismo è esasperato, manca il senso dello Stato e di appartenenza alla società, la furbizia è assurta a virtù, non esiste la certezza della pena, la volgarità è ostentata, la corruzione è diventata sistema e il Parlamento è spesso una gazzarra. Non è piacevole dipingere un quadro a tinte così fosche di questo “disgraziato” Paese. Purtroppo, è la realtà che abbiamo sotto gli occhi. Possiamo solo esibire primati negativi, che ci screditano nel mondo. Perché tutto ciò avviene in un Paese cattolico per eccellenza come l’Italia?

Renato M. - Padova

È impressionante questa lista di mali italiani, caro Renato. Ma è anche difficile contraddirti o presentare un quadro con tinte meno fosche. Perché tutto ciò avviene in un Paese così cattolico come l’Italia? Forse, dovremmo chiederci se cattolici lo siamo davvero. Non solo di nome, ma anche di fatto. All’anagrafe battesimale l’Italia è cattolica quasi al cento per cento. Ma quanto la fede è solo un fatto di tradizione e quanto, invece, incide sui nostri comportamenti quotidiani? Lo stile di vita cui è improntata la società spesso fa a pugni con i princìpi evangelici e la dottrina sociale della Chiesa. Oggi, non conta più l’essere, ma il possedere, l’apparire, il successo e i soldi. Ai credenti spetta il compito d’essere “lievito” e “sale” per dare un sapore cristiano alla vita e alla società. Non solo a parole, ma soprattutto con la testimonianza e l’impegno civile.


28 marzo 2012

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