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lunedì 08 agosto 2022
 
TELE... COMANDO Aggiornamenti rss Marco Deriu
Giornalista e docente di Teoria e tecnica dei media all'Università Cattolica

L'orrore negli occhi

Telegiornali e talk show televisivi ci hanno abituato a immagini sempre più scioccanti ed emotivamente dirompenti. E il nostro cuore, più che i nostri occhi, ci ha dovuto "fare il callo”. Ma il video di un bambino ceceno dell’Isis che punta la pistola contro due “traditori” russi per ucciderli resta un pugno nello stomaco, come pure i fotogrammi delle bambine imbottite di esplosivo uccise per provocare le stragi in Nigeria o i video degli scontri a fuoco con i terroristi di Parigi.

Vorremmo crederle false, ma queste immagini purtroppo sono vere. Ed è vero l’orrore che provoca in noi l’oscenità di queste esibizioni di cinismo ed empietà da parte di uomini che non possono essere definiti in altro modo se non pazzi terroristi.
Da un lato, bisognerebbe distogliere lo sguardo immediatamente da simili video (ed evitare di andare a vederli in rete, dove sono sempre disponibili con un semplice “click”): sarebbe un modo per annullare la volontà intimidatoria dei mandanti e per rispettare l’infanzia violata dei piccoli protagonisti loro malgrado, la cui identità andrebbe oscurata per rispetto.

D’altro canto, però, proprio perché vengono usate come armi del terrore, queste immagini devono essere guardate, non per voyeurismo o per soddisfare un tommaseo senso di incredulità, ma per trovarci dentro il vero significato. Quello di una ferocia e di una cattiveria di cui bambine e bambini sono tragicamente vittime di un disegno criminale che si può contrastare soltanto volgendo l’orrore in compassione per i tantissimi innocenti che subiscono ogni giorno la cattiveria degli adulti, diventando inconsapevoli armi nelle loro mani.

Resta da sciogliere il nodo relativo all'opportunità che i programmi televisivi di informazione - e i media in genere - diffondano simili video, postati ad arte su Youtube. Se lo fanno, sforziamoci di adottare uno sguardo attento e compassionevole di cui sopra, per non cadere nel gioco perverso dei terroristi mediali.


15 gennaio 2015

 
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