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giovedì 05 agosto 2021
 

XXIII Domenica del T.O. - Domenica 7 settembre 2014

Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità.
Matteo 18,15-20

LA BELLEZZA DEL VANGELO RICHIEDE RESPONSABILITÀ 

Il Vangelo non propone di sognare a occhi aperti un mondo perfetto, ma ci chiede di impegnarci per un mondo in cui la giustizia sia superata o meglio trovi compimento nella stima per l’altro e in una carità sempre offerta ma non bonariamente: la carità infatti è sempre esigente non solo verso chi la dona ma anche verso chi la riceve. Essa è un bene prezioso per il quale Gesù stabilisce delle regole esigenti e valide anzitutto per la vita della comunità ecclesiale.

Quali sono queste regole? La prima è forse la più difficile da applicare: se tuo fratello ti offende, fa’ tu il primo passo per “guadagnare il tuo fratello”. Non aspettare che venga lui a chiederti scusa, perché forse non lo farà e tu non devi permettere che tuo fratello si perda nel risentimento. Questo primo passo, secondo la mentalità del mondo, è un gesto tipico dei deboli: in realtà, chi ti ha offeso può fraintendere e pensare che tu vada da lui perché riconosci le sue ragioni, e dunque può credere di essere lui in credito verso di te e allora ti mette il broncio.

Non ti scoraggiare però, sii coraggioso nel perdono, fatti aiutare se ti accorgi che non capisce… Prima di arrenderti ci sono così tanti passi di carità e di perdono da compiere che difficilmente tuo fratello non si arrenderà. Ma se non si arrende prega per lui come preghi per chi è peccatore e aspetta ancora che si converta con tanta disponibilità: la conversione dei peccatori e dei pubblicani è uno tra gli eventi che il Vangelo ci segnala come desiderabile e gioioso.

IL PERDONO.

La seconda regola: perdonare in terra è come chiedere a Dio il perdono in cielo per chi ci ha trattati male. Il «pregate per i vostri nemici» (Mt 5,44) è tra le prime “regole” che Gesù ci ha dato subito dopo le beatitudini e che per primo ha messo in pratica, in particolare sulla croce, dicendo «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».

Sì, non sanno: a volte è proprio così! Se avessimo la possibilità di prevedere le conseguenze di tante scelte sbagliate e di tante omissioni, forse saremmo più attenti e prudenti, forse arriveremmo a fare il proposito straordinario di “non avere nemici”, di vivere in pace con tutti. Terza regola: pregare insieme e chiedere uniti, verificando che stiamo chiedendo secondo la volontà di Dio; mai, dunque, pregare contro qualcuno, perché Gesù non è presente nella malevolenza e fugge da una comunità che si acquieta nel comodo di chi, lasciando a Dio o al tempo di risolvere gli inevitabili pasticci, non si impegna per la pace.

Oggi abbiamo scoperto due importanti verità: il Vangelo è bello ed è bello vivere secondo il Vangelo. Ma questa bellezza è frutto di una responsabilità che ci assumiamo dentro le relazioni personali di ogni giorno e in un vissuto spesso faticoso. Ma è già esperienza confortante per noi poter vedere come il prezzo pagato per la “fraternità” dà i suoi preziosi frutti: quelli di “una vita buona”!


04 settembre 2014

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