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lunedì 13 luglio 2020
 
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Cancelliamo la Camera dei vitalizi

Il direttore di Libera Enrico Fontana consegna la raccolta di firme contro i vitalizi alla presidente della Camera Laura Boldrini.
Il direttore di Libera Enrico Fontana consegna la raccolta di firme contro i vitalizi alla presidente della Camera Laura Boldrini.

Dopo l'approvazione della delibera che toglie il vitalizio agli ex parlamentari condannati in via definitiva a più di due anni per reati di mafia e terrorismo e a più di sei per gli altri reati, su impulso della raccolta di quasi 500 mila firme consegnate dall'associazione Libera di don Ciotti ai presidenti Grasso e Boldrini, è venuto il momento di chiedere l'eliminazione del vitalizio "tout-court" per tutti i parlamentari.

Lo hanno chiesto a gran voce, tra gli altri, il segretario della Fim Cisl Marco Bentivogli e il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che ieri ha presentato una proposta di legge per cancellare questa odiosa rendita politica, unica in tutto il mondo per come è stata concepita, in evidente conflitto di interessi. Il vitalizio infatti è un assegno mensile (da aggiungere alla normale pensione) percepito dopo i 65 anni, oscillante tra i 2.400 e i 7.200 euro. Si matura con versamente mensili di una quota lorda di indennità di mille euro dopo cinque anni di legislatura. Un sistema contributivo irrisorio, viste le cifre. Per non parlare del fatto che vi sono 2.200 ex parlamentari che, in virtù dei diritti acquisiti, prendono l'assegno vitalizio da decenni - da quando cioè bastava aver passato qualche giorno in Parlamento per aver diritto alla "regalia". Una spesa di 230 milioni di euro all'anno sulle spalle dei contribuenti. Per non parlare dei vitalizi dei consiglieri regionali (170 milioni) cancellati con la legge Monti, ma rientrati dalla finestra. Finora le riforme sono state minime e ogni legislatura rimandava i cambiamenti alal legislatura successiva, chissà perchè.

Ora finalmente il leader di un partito dice chiaro e tondo che quel privilegio va abolito per tutti i parlamentari, una volta per tutte, e fa una proposta di legge. Evviva. Strano però - come ha fatto notare il deputato di Scelta Civica Giulio Sottanelli -  che meno di quattro mesi fa la Lega Nord abbia votato contro un analogo emendamento alla riforma costituzionale presentato alla Camera da Andrea Mazziotti, anch'egli parlamentare di Scelta Civica, per la rideterminazione degli assegni, con effetto retroattivo. Allora, oltre a Scelta Civica, votarono a favore solo il Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia. Tutti gli altri, Lega compresa, si opposero. Eppure era il 23 gennaio, mica un secolo fa.


07 maggio 2015

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