logo san paolo
sabato 27 novembre 2021
 

LA CUCINA ETNICA

Quella che senza ombra di dubbio si può definire come la città italiana più internazionale, va da sé che da anni costituisca il luogo di incontro ideale per mescolare culture diverse. Nella società, così come nella gastronomia, Milano abbraccia un elevato numero di paesi, che qui si fondono dando vita a una città di respiro internazionale e dalle infinite contaminazioni. Un luogo che rende possibile viaggiare senza alzarsi da tavola, dove ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche: cucina mongola, ristoranti svedesi, locali che offrono prodotti esotici e curiosi come la carne di zebra. E poi ci sono gli intramontabili, cucina indiana e giapponese su tutte, talmente affini ai palati nostrani e radicate nel territorio, da essersi progressivamente fuse con esso. Ed ecco dunque i ristoranti fusion, dove tradizioni lontane spesso si uniscono in abbinamenti tanto equilibrati da rendere priva di significato l’effettiva provenienza originaria. Esponenti di terre lontane che rileggono la propria cultura innestandovi il meglio della nostra tradizione gastronomica e dell’ingredientistica locale, dando vita a piatti inediti che riassumono un senso di fratellanza universale.

Cittamani
Piazza Mirabello 5, Milano 

In Piazza Mirabello, uno dei luoghi più affascinanti e storici della “vecchia Milano”, si respira aria di innovazione e internazionalità. Qui infatti da qualche tempo si trova il ristorante Cittamani, dove cultura italiana e indiana si fondono dando vita a piatti che abbracciano l’una e l’altra cucina. Quella proposta dall’indianissima chef Ritu Dalmia, è una cucina indiana riletta alla luce dei giorni nostri, che si veste delle migliori contaminazioni giunte dal resto del mondo. Il risultato sono piatti il cui accento rimane chiaramente indiano, ma la cui lingua è poliglotta e comprensibile a tutti. È il caso dell’orata in brodo del Kashmir di topinambur e rapa, foglie di spinaci, yogurt e senape, con carotine saltate, perfetto connubio e punto di incontro tra culture diverse. Il tutto nella splendida cornice offerta dal ristorante elegantemente arredato, la cui connotazione è certamente internazionale più che specificatamente indiana. Il locale è aperto anche per l’aperitivo.

Iyo Aalto
Piazza Alvar Aalto, Milano 

Iyo Aalto offre due esperienze completamente diverse tra loro, ma uniche nel rispettivo genere a Milano: Iyo Omakase, che propone, soltanto con 8 posti al bancone, la possibilità di fare una degustazione quanto più prossima a un autentico omakase giapponese, e AAlto, il ristorante gastronomico affidato al talentuoso Takeshi Iwai, premiato lo scorso anno con la Stella Michelin. Da AAlto il livello tecnico e concettuale dei piatti proposti è uno dei più interessanti del panorama cittadino, e non solo. Una fusion che sa molto di Giappone quanto di Italia, di stampo assolutamente gourmet, probabilmente frutto di una lunga messa a punto durante il fermo forzato, in grado di regalare assaggi che esaltano, senza esitazione, mente e palato evitando scorciatoie ruffiane. Iwai gioca con culture gastronomiche diverse, tracciando uno stile personale che rende omaggio, in egual distribuzione, alla cucina orientale e occidentale. Tuttavia l’esplicita dichiarazione d’amore per il Bel Paese, con lo spaghetto cacio e pepe alla tsukemen con brodo di anguilla in saor, servito con le bacchette, rivela un’anima chiaramente italiana che fa intuire l’amore dello chef per la sua terra d’adozione.

Casa Ramen Super
Via Ugo Bassi 26, Milano 

Quando ci si accorge di tornare in un locale con una frequenza decisamente superiore a quella media e di uscirne ogni volta convinti di aver fatto una buona scelta, significa che si è stati in un posto speciale. Casa Ramen Super lo è. E, in una Milano sempre effervescente di novità di ogni tipo, continua a essere uno dei locali più divertenti e convincenti. Si intuisce la passione per il Giappone di Luca Catalfamo, elemento che lo ha portato ad aprire prima Casa Ramen e successivamente il parente “Super”. Emerge, però, anche la voglia di non ripetere in maniera pedissequa quanto visto in terra nipponica, ma semmai di proporre lo spirito degli izakaya moderni, locali frequentati dopo il lavoro in cui ci si rilassa bevendo e mangiando e che in Giappone riscuotono un grande successo. L’offerta è ampia, da un convenientissimo Omakase di bao – qui a nostro avviso il menu ha il rapporto qualità/prezzo migliore in città – a una carta sempre in movimento che, prima ancora dell’offerta di ramen, offre alcune chicche imperdibili, come i diversi tipi di dumplings, difficili da non riordinare a ogni visita.


28 ottobre 2021

 
Pubblicità
Edicola San Paolo