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mercoledì 01 dicembre 2021
 
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Esperto di videogame

Ladri a PlayStation Network

Impensabile finché non è accaduto. Che qualcuno potesse intrufolarsi dentro PlayStation Network e impadronirsi di dati personali, account e probabilmente carte di credito, non ci avrebbe creduto nessuno. Un mondo in cui fino a due mesi fa moltissime persone (70 milioni) si sentivano al sicuro per incontrarsi, comunicare e giocare, si è ritrovato invaso e devastato come da una razzia di predoni. In questo video ironico molto apprezzato su YouTube potete cogliere l’impatto sui giocatori:

PlayStation Network, che giovedì 2 giugno ha riaperto i battenti dopo più di un mese di sosta tecnica per “riparazioni elettroniche”, non è un qualunque sito web. È una zona privata, indipendente dall’internet, a cui si accede gratuitamente a patto di possedere una PlayStation 3 e di identificarsi con nome e password. Nato per giocare in sicurezza con altri possessori della console Sony, è andato aggiungendo servizi di chat e ogni sorta di intrattenimento interattivo e di fruizioni multimediali: film, musica eccetera (a pagamento).

L’aggressione subita da PlayStation Network mi ha colpito dolorosamente perché ho sempre ritenuto che il futuro sociale della rete sia quello di creare “città” in cui muoversi con libertà all’interno di regole ben determinate. In ambienti del genere c’è più sicurezza e ci dovrebbe essere più garanzia di non imbattersi in malintenzionati.

Tuttavia è successo. E si è reso necessario cambiare la serratura e il sistema di allarme, come accade nelle case dopo che sono entrati i ladri. Auguro alla comunità di PlayStation Network di superare lo shock e continuare a crescere: del resto, l’ultima cosa che fa chi subisce un furto è abbandonare casa sua.


07 giugno 2011

 
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