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giovedì 18 agosto 2022
 

Israele, gli ultraortodossi e la leva (1)

Giovani ebrei ultraortodossi sfidano la polizia durante una manifestazione contro la legge sulla leva militare.
Giovani ebrei ultraortodossi sfidano la polizia durante una manifestazione contro la legge sulla leva militare.

Tsahal, l'esercito di Israele, era comunemente definito "l'esercito del popolo". Adesso molti dicono che Tsahal è "l'esercito di mezzo popolo". E' solo una battuta ma fotografa abbastanza bene un problema che sta dividendo il Paese: il servizio di leva, o meglio, il mancato servizio di leva dei giovani ultraortodossi.

Tutto cominciò nel 1948 quando il primo ministro David Ben Gurion esentò 400 studenti delle scuole rabbiniche dal servizio militare. C'era la guerra, gli Stati arabi minacciavano la distruzione del neonato Stato ebraico... Insomma, Ben Gurion aveva molti problemi per la testa. Non poteva immaginare, in quell'Israele molto laico, che di generazione in generazione il numero degli studenti della Torah si sarebbe moltiplicato fino alle cifre degli ultimi anni: a ogni chiamata di leva 15 mila stuidenti vengono lasciati a casa. E la leva in Israele dura tre anni, il che vuol dire che sono 45 mila gli studenti esentati. Un piccolo numero (1.500-2.000) parte ugualmente, per essere impiegato in compiti speciali e qualificati, quindi privilegiati, nell'aviazione e nei servizi segreti.

La cosa ha provocato forti polemiche. Da un lato, l'Israele laico protesta contro questa fortunata condizione. Dall'altro, cresce la preoccupazione per la sorte delle forze armate. I cosiddetti "ultraortodossi" sono oggi circa 1 milione, su una popolazione totale di 7,7 milioni di persone; il 50% degli scolari iscritti alla prima elementare, inoltre, è oggi composto da bambini di famiglie ultraortodosse ebree o di famiglie arabe. Gli uni e gli altri, per consolidata prassi, non verranno arruolati.

E' una tendenza che molti considerano pericolosa e che non è abbastanza compensata dalla maggior partecipazione al lavoro da parte degli uomini ultraortodossi, che prima in grandissima parte studiavano le scritture e vivevano di sussidi. Gli ultraortodossi che lavorano sono passati in qualche anno dal 35% al 45%, ma il welfare israeliano comincia a soffrirne.

(1.continua)

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24 febbraio 2014

 
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