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martedì 17 maggio 2022
 

Libia, senza petrolio Paese a pezzi

La raffineria di Zawia, a 55 chilometri da Tripoli (Reuters).
La raffineria di Zawia, a 55 chilometri da Tripoli (Reuters).

Su Libia e petrolio, ecco due dati da ricordare: 96% e 98%. Il primo si riferisce alla quota del bilancio pubblico occupata dal petrolio, la seconda alle entrate in valuta estera generate dal petrolio. Per dirla in breve: senza petrolio la Libia non esiste. E ci stiamo andando vicino: negli anni Sessanta il Paese produceva 3 milioni di barili al giorno; ai tempi di Gheddafi, 1 milione e mezzo; oggi, siamo ridotti a 250 mila barili. Un disastro economico e politico perché, appunto, senza petrolio la Libia non esiste e ormai tutti sono costretti a confrontarsi con la possibile disgregazione del Paese.

Come già per l'Afghanistan e per l'Iraq, vincere anche in Libia una guerra in condizioni di enorme superiorità militare non è stato un problema, per la Nato e gli Usa. I guai arrivano però subito dopo. Nell'ex regno di Gheddafi il punto sono le milizie. Si calcola che si tratti di 200-250 mila uomini in armi che dopo il conflitto sono stati inseriti, come premio, nei ranghi dell'esercito e della polizia. 

Non solo vanno mantenuti con i 4 miliardi di dollari che il petrolio procura ogni mese e che dovrebbero servire a far rinascere il Paese. Vanno anche tenuti buoni. Perché i loro capi sono incapaci di trovare un accordo tra loro e, soprattutto, sono abbastanza furbi da aver capito al volo che la garanzia migliore per il futuro è mettere direttamente le mani sul petrolio. O sulle strutture che ne consentono l'esportazione, per il 70% indirizzata verso l'Europa.

Così alcuni gruppi di miliziani hanno preso il controllo dei porti di Sidra e Ra's Lanuf, che da soli gestiscono il 60% delle esportazioni libiche di petrolio. Altri hanno fatto lo stesso con il porto di Tobruk. Nella Cirenaica, nota per le sue riserve petrolifere, i capi delle milizie locali hanno dato vita a una Commissione per il petrolio non autorizzata dal Governo centrale e da esso del tutto autonoma. E così via. Sempre all'insegna della vecchia triste realtà: sparare è abbastanza facile, pensare è abbastanza difficile.

Questi e altri temi di esteri anche su fulvioscaglione.com

11 febbraio 2014

 
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