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domenica 24 ottobre 2021
 

L’inattesa festa di compleanno di Rayane

Quando Rayane arriva a Firmo (Cosenza) dal Marocco, con i genitori, viene inserito nella prima classe della scuola primaria, in base alla sua età. Non conosce nemmeno una parola in Italiano e ancor meno riesce a scriverlo. Rayane è un bambino sorridente, educato, disponibile alla relazione. I compagni lo accolgono bene, lo aiutano a inserirsi, perché i bambini non si pongono problemi di differenza di colore, di razza o di lingua. Lo aiutano a pronunciare le prime paroline nella nostra lingua. Il bambino immigrato è molto bravo e ha voglia di imparare in fretta. Lo dimostra sia con le insegnanti di classe che con una docente in pensione che lo accoglie tutti i pomeriggi a casa sua. Le feste di compleanno in classe sono un altro forte momento di integrazione. Ma per lui è anche un’esperienza triste, perché sa che la sua festa di compleanno non potrà organizzarla in classe e tanto meno a casa o al ristorante, come fanno tutti i suoi amichetti. I genitori degli altri bambini, insieme ai docenti, allora decidono che anche il bambino immigrato abbia il diritto a un momento di felicità. Parte una gara di solidarietà e in poche ore, all’insaputa del bambino e dei suoi genitori, si organizza una festa di compleanno, prima a scuola e, in serata, presso una pizzeria del posto che vede la partecipazione di molte mamme e di quasi tutti i bambini della classe. Quando il bambino con tutta la sua famiglia arriva al ristorante non crede ai suoi occhi! È spaventato, incredulo, mentre gli altri bambini intonano in coro gli “urrà” e urla di gioia rivolte al compagno. Molte mamme presenti non nascondono qualche lacrimuccia. Il resto della serata ve la lascio immaginare; una montagna di regali, torta con l’immagine della squadra del cuore, urla, gioia, giochi, divertimento, come solo i bambini sanno fare… Situazioni ed eventi come questi favoriscono i cammini di integrazione di bambini e ragazzi migranti, aprono a relazioni in classe più distese: è nostro compito di docenti e genitori saperli riconoscere, offrire loro uno spazio adeguato per esprimersi, promuoverli, guidarli attraverso una “sapiente”, ma  non intrusiva, regia. Buone pratiche come questa possono favorire processi di identificazione e consapevolezza, aprire il cuore e le menti dei nostri alunni, dei genitori e della comunità e diventare occasioni feconde per promuovere inclusione, accettazione dell’altro, rispetto e un clima di classe accogliente. Grazie ai genitori della Classe Terza della Scuola Primaria di Firmo, a Katia Mortati, a Tina Vasto e naturalmente alle docenti: Maria Pina Cirigliano, Caterina Senise e Rosa Irene Raimondo, che hanno saputo dar vita a questa incredibile “favola moderna”.

AMBROGIO BELLIZZI


03 gennaio 2019

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