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giovedì 11 agosto 2022
 

Ma io vivo con una pensione di invalidità e sono sola in casa

Le ho già scritto, qualche settimana fa, ringraziandola per l’abbonamento 2014 che mi aveva fatto avere in omaggio. Ora, però, non sono in grado di rinnovare l’abbonamento, perché vivo della mia pensione di invalidità e sono sola in casa.  Famiglia Cristiana mi tiene molta compagnia e ogni settimana attendo il suo arrivo come si aspetta un amico sincero e fidato. Ho ancora copie della rivista degli anni 60-70, che mia mamma conservava come un bene prezioso. Purtroppo, i tempi sono cambiati e non avendo un reddito fisso non posso permettermi di sottoscrivere l’abbonamento. Vi sono comunque vicina con la preghiera e faccio mie tutte le intenzioni che lei e la redazione portate nel cuore. E anche se non sarò più abbonata, spero di rimanere ugualmente in “Famiglia”.  Grazie per tutto il bene che avete fatto alla mia famiglia, fin dai primi anni ’60, in cui abbiamo ricevuto il nostro giornale, prima intestato a mio padre, poi a mia madre e ora, in questo 2014-15 a me.  Il Signore vi ricompensi per tutto il bene che fate e che ci avete fatto.

Maria Luisa M. - Pesaro

Ti ringrazio, intanto, delle preghiere, di cui tutti abbiamo tanto bisogno. Facendo un po’ il verso a papa Francesco, mi capita spesso di chiedere ad amici, conoscenti e lettori una preghiera per il nostro apostolato paolino di evangelizzazione coi mass media, così entusiasmante, ma anche così difficile, soprattutto in questi tempi. Ma voglio anche rassicurarti, cara Maria Luisa, che tu fai sempre parte della nostra grande “Famiglia”. Grazie alla generosità dei lettori che alimentano un fondo abbonamenti per chi è in difficoltà, la rivista continuerà a giungerti regolarmente, così come da tantissimi anni è entrata nella tua casa, con discrezione, come una presenza amica che vuol farti compagnia.


16 luglio 2015

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